Se l'orizzonte al quale guardare era quello dell'immediato, il brevissimo termine, il subito, allora non si corre il rischio di smentita se si bolla il cambiamento operato dalla Ferrari nell'area tecnica, lo scorso luglio, come infruttuoso. Mattia Binotto a capo di una struttura per scelta ricreata senza la figura di un direttore tecnico, dopo la decisione di cessare il rapporto con James Allison. In una stagione oramai compromessa, nella quale si è lavorato per creare nuovi assetti nell'organigramma e prepararsi alla sfida del 2017, aveva poco senso impegnare tempo e risorse per inseguire soddisfazioni platoniche.

Un primo voto all'operato di Binotto potrà darsi dai riscontri che fornirà il progetto atteso in pista il prossimo 24 febbraio. Da lì verso Barcellona e poi la prima gara stagionale, quando le risposte sulla bontà dell'operato dell'area tecnica saranno inequivocabili. Ancor più del passo iniziale, imporante per non farsi cogliere impreparati, sarà fondamentale il prosieguo della corsa: sviluppi, a ritmo serrato, essenziali.

«Ci saranno tanti cambiamenti regolamentari sull’aerodinamica, avremo monoposto molto più veloci in curva, accelerazione, frenata. Ma non credo proprio che a Maranello non si sappia costruire una macchina così…», commenta Mattia Binotto. La fiducia riposta nei tecnici a disposizione dovrà essere ripagata con il ritorno all'innovazione, perché a inseguire le strade battute da altri, nella migliore delle ipotesi si arriva secondi.

«E’ solo questione di tempi, quello che ci è mancato quest’anno a volte è stata la reattività. Dobbiamo arrivare a introdurre nuove soluzioni prima che lo facciano gli altri», prosegue nel corso del pranzo natalizio con la stampa. Tornare a sperimentare, magari imbeccati da Rory Byrne, consulente della scuderia e risorsa preziosa per il gruppo di lavoro capitanato dal capo progettista Simone Resta.

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«Il gruppo che abbiam messo in piedi è un bel gruppo, sta lavorando in modo molto unito, si sta impegnando, si confronta, litiga quando è ora, ma viene fuori sempre con una soluzione. Se c'è un po' di ottimismo, viene da come si sta lavorando», aggiunge Binotto. Niente proclami, trasformatisi in un boomerang quest'anno. Piuttosto, parole di fiducia in un collettivo di tecnici che hanno un'occasione da non perdere: rispondere alle critiche e allo scetticismo generalizzato con i fatti, con un progetto vincente.

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