Vive continuamente su un precario equilibrio finanziario, il Gran Premio di Gran Bretagna. Nonostante il successo di pubblico delle ultime edizioni, che ha portato a Silverstone 140 mila spettatori nel 2016, il British Racing Drivers' Club, organizzatore dell'evento, ha manifestato ai propri soci, a fine dicembre, le preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria dell'evento. Da qui, l'ipotesi dell'attivazione di una clausola contrattuale per interrompere l'accordo in essere, valevole fino al 2026, che impegna Silverstone al pagamento di 21 milioni di euro annui a Ecclestone, con un incremento del 5% di stagione in stagione.

Una lettera del presidente del BRDC, John Grant, ha illustrato ai soci la necessità di attivare la clausola entro l'edizione 2017 del Gran Premio di Gran Bretagna, per svincolarsi dopo il 2019. Un «elefante che si muove in una stanza», così ha definito il futuro della Formula 1 a Silverstone: «E' ampiamente noto che non c'è un tracciato europeo in grado di guadagnare dall'organizzazione di un gran premio. Crediamo che Silverstone faccia meglio della maggior parte, riuscendo ad attrarre regolamente una folla ampia ed entusiasta. Tuttavia, anche dopo una buona annata, il Gran Premio di Gran Bretagna non genera sufficienti guadagni e la nostra preoccupazione principale è sempre quella di una cattiva edizione. L'arrivo di Liberty Media lo vediamo in grado di apportare i cambiamenti che possono migliorare la Formula 1 su diversi fronti e, nel tempo, potrebbe portare anche a un equilibrio più giusto con i promotori. Ci aspettiamo che Silverstone e il BRDC abbiano un ruolo chiave nei prossimi mesi».

Alle prospettive non certo esaltanti tratteggiate da Grant, ha replicato Ecclestone: «Forse faremo un anno senza Gran Premio a Silverstone, ma generalmente sono cose che vanno a posto. Non siamo spaventati di perdere la Formula 1 in Inghilterra, mi spaventa perdere la Formula 1 a SIlverstone. Se vogliono attivare la clausola di uscita, non c'è nulla che possiamo fare. Altre due piste ci hanno contattato e non ci sono dubbi sul fatto che vogliamo tenere un Gran Premio in Gran Bretagna», aggiungendo come sia un peccato che il governo non intervenga con un supporto finanziario nell'organizzazione.

Una prospettiva caldeggiata anche da Damon Hill, in passato presidente del BRDC: «I proprietari di Silversotne hanno fatto un gran lavoro nel sostenere tutto il peso dell'organizzazione, ma nessuno ci sta guadagnando. In quanto sport nazionale, dovrebbero ricevere una sorta di contributo dal paese».

Formula 1, il calendario 2017