Da Melbourne ad Abu Dhabi è stato come assistere a una metamorfosi. Un'escalation della competitività netta, in Red Bull. Tra i top team ha segnato la crescita più evidente, stante una Mercedes agevolmente in grado di conservare la propria supremazia. Adesso a Milton Keynes cercano il salto di qualità. Un po' come accadde in Ferrari nel passaggio dai risultati convincenti del 2015 alle aspettative, però tradite, sul 2016. Sperano nella sfida alla pari con Mercedes. Forse non da subito, il concetto tra le righe delle parole dette da Dieter Mateschitz, ma è innegabile che l'intervento di un nuovo regolamento tecnico è l'occasione da sfruttare per contendere i due titoli.

Riusciranno a tener fede ai proclami? «Renault ha introdotto persone nuove, ambiziose e, soprattutto, competenti nel 2016. C'è stato un gran passo avanti con Illien, mi aspetto quest'anno di avere la potenza necessaria per avvicinarci alla Mercedes.

Vogliamo essere assolutamente competitivi a metà campionato, attaccare Mercedes e lottare per vincere. Sul telaio sono certo possiamo essere ancora il riferimento. La grande incognita resta la Ferrari, comunque. Poi, per quanto riguarda i piloti, Ricciardo-Verstappen è un ovvio elemento a nostro vantaggio», racconta Mateschitz in un'intervista a Speedweek.

Metà campionato per rivaleggiare alla pari potrebbe rappresentare un traguardo tardivo in ottica iridata, tanto più se il rendimento dei campioni del mondo sarà quello che ne ha contraddistinto gli ultimi tre campionati. L'incognita Ferrari è reale, cosa attendersi dalla Rossa? Avrà colmato il chiaro gap che si trascina da tempo sul fronte aerodinamico e telaistico? Aver fatto meglio lo scorso anno è una medaglia da appuntarsi al petto, per Mateschitz: «Nel complesso siamo andati meglio di quanto non ci aspettassimo, grazie alla collaborazione con Mario Illien e il gruppo di tecnici Renault. Aver distanziato la Ferrari è meno importante sotto un profilo finanziario, per i premi, piuttosto è una questione d'onore».

Non manca un breve passaggio anche su Sebastian Vettel: «Ho dei contatti di tanto in tanto, quando vado ai gran premi o telefonicamente, quasi sempre però si parla per poco. Gliel'ho sempre detto, il rosso non è il tuo colore».