A furia di porre l'accento sull'incremento della velocità in curva delle nuove monoposto, sull'aumento del carico aerodinamico e l'adozione delle gomme larghe Pirelli, potrebbe quasi sembrare che la power unit avrà un impatto meno significativo sulle prestazioni delle monoposto 2017. Un errore di visione che Adrian Newey corregge.

Vivremo una stagione di sviluppo libero e i motoristi si sono attrezzati per proporre filosofie progettuali nuove (spesso ispirate da quanto fatto in Mercedes) - delle scelte Ferrari parliamo diffusamente sul numero di Autosprint in edicola - dalle quali estrarre il massimo potenziale in quelli che dovrebbero essere tre possibili step di sviluppo, oltre la power unit omologata per l'impiego in Australia, stante l'obbligo di utilizzare al massimo quattro unità in corso di campionato, prima di incorrere in penalizzazioni.

Il fattore sul quale Newey pone l'attenzione è, tuttavia, un altro. Più velocità in curva vorrà dire utilizzare il motore maggiormente nell'arco del giro: «La potenza sarà più importante, perché avremo molta più aderenza e la percentuale di giro affrontata in pieno sarà superiore. Diminuiranno i frangenti nei quali si è vincolati dal grip».

Dalle simulazioni effettuate, utilizzando i dati forniti dalle scuderie, Laurent Mekies - direttore della sicurezza della FIA e da quest'anno braccio destro di Charlie Whiting, in sostituzione di Herbie Blash - ha indicato in 40 km/h l'aumento di velocità in curva atteso, tale da rendere necessario l'adeguamento di ogni pista in termini di posizionamento delle barriere e spazio nelle vie di fuga. Un utilizzo più intenso del propulsore che oltre alla velocità in curva maggiore sarà obbligato anche per vincere la resistenza aerodinamica supplementare opposta dalle gomme larghe.

Guardando al lavoro portato avanti da Renault, Newey è fiducioso: «Ritengo stia andando nella giusta direzione al momento. Lo scorso anno hanno compiuto ottimi progressi durante il campionato, pur restando dietro Mercedes e Ferrari, ma riducendo il divario anziché farlo crescere. Stanno lavorando alacremente, sono a conoscenza dei dati attesi quest'anno ed è un buon passo avanti. Come sempre, e vale anche per noi, non sappiamo dove sono arrivati i nostri avversari», ha spiegato ad Autosport.

Red Bull che ha superato i crash test con la RB13 e impegnata nella fase di realizzazione materiale dei componenti, avendo ultimato da tempo ormai la progettazione.

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