Una successione accompagnata da parole intrise di rispetto nei confronti di chi ha costruito l'impero che la Formula 1 è diventata nel corso dei decenni. Riconoscere l'opera di Bernie Ecclestone nel plasmare il vertice del motorsport quale business globale è operazione scontata e Chase Carey utilizza un parametro di riferimento immediatamente comprensibile: quello economico.

Il comando passa nelle sue mani e saggiamente non taglia i ponti con il predecessore: «Certo che potrà dare ancora un contributo. Fatemi essere chiaro, è un rispetto sincero nei suoi confronti. Bernie ha enormi meriti per il business che ha costruito negli ultimi decenni ed è stato venduto per 8 miliardi di dollari, quindi la prova finale del valore che ha creato è visibile a tutti. Comprende il business probabilmente meglio di chiunque altro, i suoi suggerimenti avranno un valore inestimabile. Mi è stato d'aiuto finora e mi aspetto i suoi consigli in futuro», dice nella prima intervista da CEO della Formula 1 a Sky Sport UK.

Potranno essere, appunto, suggerimenti ma inevitabilmente la nuova struttura elaborata per gestire il complesso di rapporti esistente - con le squadre, gli sponsor, le televisioni, i circuiti - inciderà con decisioni che rappresenteranno un cambio di passo rispetto al passato.

«Bernie ha gestito il business per gran parte della sua vita e chiaramente capisce che il cambiamento sarà difficile per lui e creerà delle sfide. Ma l'augurio è di trovare un modo che possa continuare a soddisfarlo, voglio che si senta a proprio agio, farà sempre parte della famiglia della Formula 1. Rappresenterà un grande cambiamento per lui e ne sono consapevole», sottolinea Carey. 

I temi sul tavolo sono tanti e li analizziamo su Autosprint in edicola, dal rapporto con le scuderie allo sviluppo degli affari guardando al business delle scommesse. Più figure chiave in sostituzione di un grande attore che ha saputo tenere insieme interessi disparati così a lungo, da qui parte la nuova Formula 1. «Bernie ha gestito le cose come un uomo solo al comando. Non è una critica, è semplicemente la realtà. Ha condotto relativamente da solo...», prosegue Carey.

Poi guarda alla nomina di Brawn, direttore generale Motor Sports: «Dalla prospettiva di Ross, quel che vogliamo fare è assicurarci di rendere lo sport più emozionante e ricco di energia possibile per i tifosi, crediamo ci siano delle cose che si possono fare. Oggi è un grande sport, ha piloti che sono delle stelle, ha macchine che abbinano potenza e tecnologia strabilianti e un marchio che vanta tifosi in tutto il mondo: è un grande sport con grandi strumenti ma dobbiamo continuare a migliorarlo».

I buoni propositi sono delineati, non resta che registrare adesso le azioni concrete per raggiungerli e, inevitabilmente, le differenze operative e i risultati rispetto al "prima", all'era Ecclestone.