Dall'annuncio del passaggio di proprietà, la creazione di Formula One Group e il controlo totalmente nelle mani di Liberty Media, si sono registrate le reazioni e i commenti della nuova compagine, dei team con le loro attese, i cambiamenti dei quali discutere per migliorare la categoria. Mancava una voce, quella di chi ha creato il giocattolo da 8 miliardi di dollari che ha generato profitti e distribuiti tra i protagonisti in pista - ripartizione sulla cui parità di diritti e trattamento si potrebbe a lungo discutere -, è mancato il commento di Bernie Ecclestone.

Ha affidato il suo pensiero a poche righe, rilanciate dalla Reuters. E sono parole arrivate per smentire le voci che volevano un Ecclestone pronto a lanciare un serie alternativa alla Formula 1, ipotesi prontamente esclusa dal diretto interessato, che resterà "padre nobile" del campionato e consigliere di Formula One Group. «Ho costruito il campionato nell'arco di quasi 50 anni, ne vado fiero e l'ultima cosa che vorrei è vederlo danneggiato.  La nuova proprietà sarà in grado di amministrare la società in modo diverso da come ho fatto io, un modo che ha generato risultati finanziari per gli azionisti, quel che di norma è l'agire di un amministratore delegato», ha specificato Ecclestone.

«E' quello che ho fatto per i diversi azionisti nel corso degli ultimi anni, anche quando detenevo il 100% della proprietà. Spero che i tifosi apprezzeranno l'intenzione di Chase Carey di rimettere i soldi sullo sport». Abbiamo già delineato la diversità di approccio nella gestione del business Formula 1 che si prospetta tra l'era Ecclestone e l'era Carey.

Su un passaggio, tuttavia, il nuovo amministratore delegato vuole essere chiaro e passa dal rispetto degli accordi in essere. Ross Brawn ha anticipato la necessità di creare un business più equilibrato e sostenibile finanziariamente, per le squadre così come per gli organizzatori. Sul tema,  c'è il capitolo Silverstone da definire. Il BRDC confida nella gestione Carey per trovare una soluzione ai costi fuori controllo che si porta dietro l'organizzazione del Gran Premio di Gran Bretagna, oberato dalla clausola del 5% di incremento annuo del contratto sottoscritto con Ecclestone, che mette a repentaglio le finanze del Club, nonostante una partecipazione dei tifosi ai massimi livelli (140 mila presenze nel 2016).

Carey, a tal proposito, ha commentato al Daily Mail: «Non rinegozieremo il contratto con Silverstone, ma lavoreremo insieme a loro per essere buoni partner. Il Gran Premio di Gran Bretagna è una gara importante in calendario. Sebbene vogliamo ospitare nuove gare in città come Londra, New York, Miami e Los Angeles, riconosciamo le fondamenta europee dello sport e vogliamo proseguire questa tradizione. Con Silverstone, vogliamo aiutarli a promuovere la gara. Quando c'è una partita di NFL a Londra, i negozi di Regent Street sono pieni di materiale della categoria. Vogliamo creare questa sorta di cose per il Gran Premio di Gran Bretagna e ampliare la portata delle'vento, la gara al centro di un intero week end di spettacolo».