"Il Flavio" torna a parlare di Formula 1. L'indiscusso protagonista di oltre un decennio di gare è stato ospite negli studi di Sky Sport 24, dove ha rilasciato una lunga intervista. A partire dai fatti più recenti, riguardanti il siluramento dell'amico Bernie Ecclestone, che ha finalmente ceduto lo scettro a Chase Carey e a Liberty Media. "Lo sento tutti i giorni - ha commentato Briatore - eravamo a cena l'altra settimana e lo vedrò dopodomani a Londra. Diventare lui Presidente Onorario, quando sei stato padrone, è la cosa peggiore che ti possa succedere. Da padrone diventi garzone. Sono cariche che non valgono niente. E quelle cariche le può prendere un politico che ha bisogno di un gettone di presenza, ma non un imprenditore che è stato padrone dell'azienda. Ecco perché mi sembra una gran cavolata questo incarico. Bernie ha 86 anni. E' normale, e io gliel'ho sempre detto, che al cimitero sia pieno di gente che ritenevamo indispensabile. Lui adesso si deve godere la vita. Se arrivi a 90 anni hai già una botta di fortuna. E lui ha dieci anni buoni, ma che si rilassi! Rimanere altri tre anni in un posto dove non conti niente, abituato com'era ad essere di fatto il dittatore della Formula Uno. Non puoi da proprietario diventare un presidente che non conta niente. Non è nemmeno bello per la carriera che hai fatto".

Il forzoso addio di Mr E. ha immediatamente dato vita a una ridda di congetture sulla nascita di un campionato alternativo alla F1, ipotesi smentita da Ecclestone e così commentata da Briatore: "Questi sono gossip che non hanno alcun senso. Guardiamo l'età di Bernie. Liberty cercherà di cambiare delle cose, non dimentichiamo che Liberty non ha comprato tutta la Formula Uno, ha comprato il controllo della Formula Uno, ha comprato le azioni della CVC, la stessa che aveva la Dorna prima. Non so se conoscono il prodotto".

Il Flavio, uno che di show business se ne intende, accetterebbe dai nuovi proprietari un ruolo do consulente? "Consulente è una parola che non vuol dire niente - risponde con la consueta schiettezza - Quando vedi uno che è consulente ti viene da ridere. Io non posso lavorare per qualcuno, io sono uscito dalla Formula Uno, negli ultimi anni avevamo creato la FOTA e avevamo, credo per la prima volta, messo le cose in modo tale che il pilota diventasse il centro dello sport. Io sono uno anti-ingegneri da sempre, abbiamo vinto i campionati lo stesso. Cos'è il prodotto F1? Il prodotto è una gara. Uno che guarda la televisione, non vuol sapere se il motore sotto può andare sulla luna o su una macchina da strada, non gliene frega niente a nessuno".

In altre parole ciò che ha recentemente espresso Ross Brawn, nuovo managing director del Circus, che assieme a Briatore visse gli anni dei primi trionfi di Schumacher. "Ho parlato con lui l'altra settimana. Io e Ross siamo stati insieme otto anni. Lui sa esattamente cosa penso della F1, ne abbiamo parlato a lungo. Al pubblico di vedere l'ingegnere che ha inventato la doppia frizione non gliene frega assolutamente niente, il pubblico vuole vedere i gladiatori. I gladiatori sono i piloti. Per quanto riguarda i team, esclusa la Ferrari, io non ho mai visto delle bandiere Mercedes in giro. Perché la F1 era uno sport di gladiatori? Perché prima di tutto c'erano molte meno regole, le regole le discutevamo noi. Per rimettere il pilota al centro della scena, la prima cosa che devi fare è avere le macchine che abbiano tutte più o meno le stesse performances. Quando ho fatto la GP2 l'idea era far vedere un pilota vero, che può arrivare in F1, senza che abbia gli sponsor, i soldi del papà che gli prende le macchine migliori. Facciamo una categoria dove le macchine sono tutte uguali e vediamo la differenza. Hamilton e Rosberg sono usciti di lì. La mia idea era ancora più estrema: a fine gara, prendiamo le macchine, le portiamo via senza che gli ingegneri mettano mano e le riconsegniamo ai piloti il venerdì successivo. Abbiamo fatto delle regole per cui la GP2 adesso ha dei GP fantastici. L'ingresso dei costruttori ha portato ad avere dei budget folli. Un campionato per un costruttore di F1 costa 600-700 milioni di euro, per mettere due macchine in pista. Se fate i conti di quanti Gran Premi sono, è una follia pura. Il problema di base è che più spendi e più diminuisce lo spettacolo, perché più spendi in tecnologia e più vantaggi dai alla macchina e vedi meno le skill del pilota".

Una degli altri principali argomenti degli ultimi mesi è stato il terremoto Rosberg. Il campione, ritiratosi a sorpresa, che ha dato vita a un complesso gioco di mercato, terminato con l'arrivo di Bottas in Mercedes. Molti appassionati avrebbero sperato di vedere Fernando Alonso al fianco di Hamilton, ma Briatore nega che ci siano mai stati negoziati in tal senso, né che Lauda abbia fatto offerte al suo ex pupillo. "Sono gossip. Se Lauda vuole vedere il contratto non c'è nessun problema, è a Ginevra depositato, basta chiederlo".

Una delle poche squadre che non ha cambiato quasi nulla a livello di organico è Ferrari, così come Red Bull: "Non so cosa sia cambiato, a parte che quest'anno Marchionne non ha fatto dichiarazioni, ma il team è sempre lo stesso. Per me il forno è quello, i panettieri sono quelli e la qualità del pane è quella. Non è che veda dei cambiamenti. Credo invece che i cambiamenti saranno più a favore della Red Bull perché le macchine saranno molto più veloci, sarà impossibile sorpassare. Andiamo sempre nella direzione per cui questi ingegneri hanno sempre questa voglia di far vedere che tecnicamente possono migliorare la performance di 3-4 secondi ma poi non gli interessa se possono superare o non superare, credo che Ross voglia anche abolire l'apertura degli alettoni, e sono d'accordo con lui perché è tutto fittizio. Purtroppo per la Ferrari, credo che il vantaggio che ha la Mercedes sia incolmabile e hanno un pilota oltretutto molto bravo che l'anno scorso ha fatto un po' il deejay e un po' di robe strane. Quest'anno credo che il deejay non lo faccia più e a sciare non ci vada, si concentrerà a guidare per cercare di vincere il Mondiale".

Infine l'immancabile domanda sullo stato di salute di Schumacher, quando sono ormai trascorsi più di tre anni dall'incidente di Meribel: "Io ho notizie di rimbalzo da Jean Todt e Felipe Massa. Credo che non ci siano notizie né buone, né cattive, per cui non buone. E' bello che la prima foto che ha messo su Instagram sia quella con la Benetton e con noi, quella del suo primo Mondiale, però "no news, bad news".