C'è un componente al quale sono legate non solo le sorti del team Renault, ma anche quelle di Red Bull e Toro Rosso. Un inverno trascorso ad anticipare quanto duramente abbiano lavorato a Viry Chatillon per ridurre il divario che ancora separava la power unit francese dal riferimento, dalla Mercedes. Quei 50 cavalli presenti nei mesi scorsi dovranno, nelle intenzioni del reparto diretto da Remi Taffin, azzerarsi a fine campionato.

Per riuscirci, un progetto del tutto nuovo, si è partiti dal foglio bianco nella progettazione della power unit RE17, scelta logica pensando alla libertà offerta dal regolamento tecnico, senza più i vincoli dei gettoni da rispettare. "Inutile" confrontare, poi, la RS16 con la RS17. Una monoposto di fatto eredità Lotus, con ingombri pensati per il motore e gli organi ausiliari Mercedes.

«Se poteste far parte della sqaudre e osservare la macchina svestita della carrozzeria e valutare l'architettura, vedreste tante differenze tra l'installazione di dello scorso anno e quella attuale. La power unit è progettata per adattarsi alla macchina, una differenza fondamentale. Motore e telaio sono un corpo unico e non come un puzzle sulla RS16. La RS17 è molto più omogenea». Parola di Taffin. 

Un elemento di differenziazione tra le power unit Renault che vedremo in griglia quest'anno passerà dal "sangue" che circolerà in corpo. Lubrificanti e benzina diversi tra Red Bull e team ufficiale, ExxonMobil la prima, BP-Castrol la seconda, lo sviluppo di questi fluidi assicurerà una quota dell'incremento di prestazioni.

«Abbiamo lavorato molto anche sul peso, la configurazione del raffreddamento - sia per l'efficienza della power unit che per la prestazione aerodinamica - e abbiamo fissato un ulteriore obiettivo da raggiungere con lo sviluppo. Sul fronte della power unit abbiamo compiuto un buon passo avanti lo scorso anno, centrando gli obiettivi, adesso dobbiamo compierne un altro». Quattro power unit per 20 gran premi, una media di un motore nuovo ogni cinque appuntamenti: la rotazione del materiale e l'introduzione degli sviluppi dovrà tenere in considerazione i circuiti maggiormente sensibili sul fronte motoristico e il necessario chilometraggio da ripartire su ogni propulsore. Fondamentale partire con il piede giusto, un'unità affidabile anzitutto, per proseguire la corsa all'incremento delle prestazioni secondo i piani.

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«Quanto ai guadagni prestazionali abbiamo puntato un miglioramento di 3 decimi tra come abbiamo concluso il campionato e come lo inizieremo, parlo esclusivamente nel confronto tra motore e motore, nulla che riguardi il resto della monoposto. Speriamo di compiere più o meno un miglioramento equivalente durante la stagione», così la quantificazione dei progressi da mettere in atto secondo Cyril Abiteboul.

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