Tanta spesa senza che ne tragga in alcun modo vantaggio lo spettacolo. Andrew Green, responsabile tecnico della Force India, è critico sulla gestione di uno dei temi tecnici dell'inverno, ciò che il regolamento permette in materia di sospensioni (in particolare si discute della sospensione anteriore) e specificare fino a che punto sono ammessi risvolti aerodinamici dai dispositivi sviluppati da Mercedes e Red Bull.

In Ferrari sono state avanzate richieste di chiarimento a Charlie Whiting, ulteriori direttive tecniche si attendono in queste ore, a ridosso della prima sessione di test. C'è stato anche chi, come Eric Boullier, si è spinto a proporre un "liberi tutti" in vista del 2018, consentire vere e proprie sospensioni attive, per l'ultima volta utilizzate in Formula 1 nel 1993.

«Mi sarebbe piaciuta un po' di chiarezza in più sul fronte delle sospensioni. Si sono intorbidite le acque senza che fosse necessario. Non è positivo per lo spettacolo, i tifosi non capiscono in alcun modo le differenze e possono essere dei sistemi incredibilmente complessi e costosi da utilizzare», ha spiegato a margine della presentazione della VJM10, sottolineando come le regole valgano per tutti, che si chiamino Red Bull o Mercedes, e vadano rispettate.

L'ipotesi che a Melbourne si possano registrare proteste ufficiali è tutt'altro che remota, ha aggiunto, tenendo fuori però Force India: non è una priorità quella di sviluppare al momento un sistema idraulico di controllo dell'altezza da terra evoluto. «Abbiamo testato diverse soluzioni, adesso vogliamo scoprire come si comportano realmente le gomme, quali sono le debolezze e come possiamo risolverle con una soluzione meccanica. Non possiamo avere pronte sul tavolo tutte le opzioni, in funzione di come si comporteranno le gomme, perciò dobbiamo attendere finché non avremo girato con la macchina e ci auguriamo che fino ad allora la FIA dia a tutti delle linee guida su cos'è permesso e cosa no, c'è un'area grigia troppo grande».