Sensori a far le bizze, imbarazzo che circonda sempre il solito box e un errore di guida. Red Bull, McLaren e Haas rispettivamente, per segnalare chi, nella prima giornata di test a Barcellona, non ha avuto l'esordio desiderato. Se a far clamore sono sempre i problemi alla power unit Honda, in casa Haas va registrato un debutto di Kevin Magnussen con imprevisto, una toccata a muro che ha portato il danneggiamento dell'ala anteriore: solo 15 giri per il danese sulla VF17.

«Abbiamo fatto qualche giro, non quanti ne avremmo voluti ma sono quelle cose messe in conto. Hai un programma nell'eventualità in cui tutto vada per il verso giusto, ma ti aspetti sempre qualche problema con sensori e cose del genere da mettere a posto al mattino. Siamo fiduciosi di poter proseguire al pomeriggio e iniziare a lavorare», ha commentato Magnussen, andato a toccare il muretto in curva 10, dopo aver perso il posteriore in frenata, per un bloccaggio.

«Non va fatto un dramma, siamo qui per risolvere cose come il bilanciamento di frenata e le relative mappe. Abbiamo imparato qualcosa. Non ci sono stati altri danni eccetto l'ala anteriore per fortuna». Ai possibili intoppi vanno sommate le prime sensazioni avute al volante, pochissime tornate ma sufficienti per far dire a Magnussen come la macchina - che si è presentata in pista con le alette in stile Ferrari collegate alla pinna - sia «molto stabile, soprattutto alle alte velocità, dove si percepiscono le differenze maggiori. Devo ancora spingere un po' di più per avere le giuste sensazioni.

Sarà interessante capire come andrà con le gomme morbide nel prosieguo dei test, per scoprire davvero il potenziale della macchina. Per ora si tratta di mettere su chilometri, vedere se funziona tutto, fare i controlli e cose del genere».