Un primo giorno di test non privo di difficoltà, quello vissuto da Antonio Giovinazzi, martedì a Barcellona, ma alla fine abbastanza soddisfacente. Preso il volante della Sauber C36 motorizzata Ferrari al posto di Pascal Wehrlein, per via dei postumi sofferti dal tedesco dopo l'incidente alla Race of Champions di un mese fa, il pilota di Martina Franca ha tuttavia dovuto mettersi a riposo forzato dopo due soli giri di installazione per via di un problema al motore. Sembrava davvero che la sorte stesse chiedendo dazio tutto in un colpo, e senza che Antonio avesse davvero dei debiti nei suoi confronti. 

Invece i meccanici del team svizzero sono stati bravi e sono riusciti a completare la sostituzione del motore in tempo per gli ultimi minuti del mattino, almeno per verificare che fosse tutto in ordine. Poi Giovinazzi ha proseguito e dopo giusto un innocuo testacoda mentre stava ancora prendendo confidenza, alla fine ha completato 67 tornate. Migliorando progressivamente e arrivando a ottenere un 9° tempo a 3"6 dal "poleman virtuale" Raikkonen ma soprattutto non distante dal ben più esperto Palmer  e davanti a Vandoorne e Stroll.

Insomma, alla fine «è stata una giornata positiva per me, nonostante i problemi avuti al mattino. - ha dichiarato a fine prove Giovinazzi - Nel pomeriggio sono stato in grado di arrivare a una certa velocità, percorrendo un buon numero di giri. Voglio ringraziare il team Sauber ancora una volta per questa opportunità. E ora penso a quando tornerò di nuovo in macchina domani». Infatti, visto che giovedì sarà una giornata riservata alle prove sul bagnato, domani è previsto che guidi inizialmente Marcus Ericsson per poi essere sostituito nuovamente da Antonio al pomeriggio.

Parlando dell'impegno fisico richiesto da queste monoposto, Giovinazzi ha detto anche: «Quando torni in macchina per i primi test è sempre dura: anche l'anno scorso alle prime prove ufficiali della GP2, pur dopo esserti allenato un sacco, ti accorgi che in macchina è sempre differente. Poi con le nuove gomme è stata dura per il collo. Oggi mi sono accorto che la F1 è una macchina piuttosto difficile, anche per via di tutte quelle funzioni sul volante. Il simulatore va bene per imparare tutte queste cose ed essere pronto per quando sali in macchina». Un compito, quest'ultimo, che sarà quello precipuo della stagione: essere pronto a qualsiasi eventualità.

Infatti al momento non è previsto che Antonio partecipi a gare. «Per adesso sono semplicemente la terza guida - spiega relativamente al suo ruolo in Ferrari - e sarò presente a tutti i weekend della Formula 1 come pilota di riserva. Sarà dura stare nel paddock, probabilmente la stagione più difficile della mia carriera. Ma lavorerò molto con il simulatore e vedremo cosa succederà: se la Ferrari deciderà di farmi fare qualcosa, io sarò pronto in qualsiasi momento».

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