Antonio Giovinazzi, unico italiano in pista durante la prima tornata di test di Barcellona, ha ottimi motivi per essere soddisfatto. Alla sua prima esperienza al volante della Sauber, Bon Giovi non ha commesso errori, macinando giri e aiutando la squadra nello sviluppo della C36-Ferrari, mentre il temporaneo compagno di squadra Ericsson ha avuto la possibilità di spingere un po’ di più per cercare il tempo. 

Prima di Barcellona la terza guida Ferrari aveva pilotato una SF15-T a Fiorano, nulla più, oltre al simulatore. Nonostante ciò il pugliese ha chiuso i test, dopo un debutto non privo di inconvenienti, con un crono di 1’22”401, ottenuto con gomme ultrasoft durante il quarto giorno, quando ha percorso 84 giri, per un totale di 391,02 chilometri. “E’ stata un’altra giornata positiva – ha commentato Giovinazzi – In cui siamo stati in grado di provare diverse mescole sia da asciutto che da bagnato. In generale sono soddisfatto dei miei due giorni di test, durante i quali ho potuto completare un buon numero di giri, acquisendo maggiore esperienza”.

Ma al di là della apprezzabile modestia, Bon Giovi ha veramente fatto bella figura. Innanzitutto non ha commesso errori, apprezzabilissimo per un esordiente, a differenza del giovane acquisto della Williams, Lance Stroll. Inoltre, per ciò che vale non trattandosi certo di una sessione di qualifica, Giovinazzi può comunque vantare di aver chiuso la quattro giorni davanti alle McLaren di Alonso e Vandoorne (a parità di mescola), alle Force India e alle Toro Rosso. E di non aver certo sfigurato nei confronti di Ericsson, ultimo tra i piloti riusciti a scendere sotto l’1’22.

La fame vien mangiando e ora Antonio ambirebbe a tornare in pista la settimana prossima per la seconda tornata catalana. Ma per l’occasione potrebbe ripresentarsi il legittimo titolare del sedile Sauber, Pascal Wehrlein, in attesa di un via libera dei medici e ancora alle prese coi postumi del botto alla Race of Champions. Ma comunque vada, bravo Bon Giovi. 

Martedì 7 marzo, nel nuovo numero di Autosprint in edicola, l'intervista esclusiva ad Antonio Giovinazzi