Tornano in evidenza Williams e Red Bull, oggi nella prima giornata della seconda tornata di prove ufficiali precampionato (la quinta giornata complessiva) ma anche stavolta la Ferrari dimostra di essere molto "in palla". Da un lato Felipe Massa offre un'ottima prestazione sia in termini di tempo sul giro sia di continuità - è anche per questo che oggi non è stato fatto guidare Stroll - completando ben 168 giri oltre ad aver ottenuto il miglior riscontro cronometrico, molto vicino al riferimento di Bottas della scorsa settimana. Una sessione proficua, dunque, in termini di dati raccolti anche in una simulazione di gara. Riscontri positivi pure quelli ottenuti da Daniel Ricciardo, che al di là del secondo tempo ha mostrato che quando il motore (Renault o Tag Heuer che sia) non fa i capricci, il resto della macchina c'è, eccome, come del resto avevamo già evidenziato giovedì scorso.

Da parte di Sebastian Vettel continua il discorso di aver ottenuto riscontri più che incoraggianti utilizzando gomme di mescola più dura rispetto ai diretti avversari, e confermando l'affidabilità rivelata dal numero di giri percorsi anche oggi (168 come Massa). Ma l'importante da sottolineare è piuttosto come il tedesco abbia ottenuto certi tempi: vale a dire, marcando spesso il record di un settore della pista, ma andando peggio in almeno uno dei restanti due. Facendo però lo stesso segnare un crono decoroso se non migliorando. Potrebbe semplicemente trattarsi di messa a punto dell'assetto che favorisce un tratto a scapito degli altri, ma per una volta perfino la tesi che fosse Vettel stesso a rallentare di proposito per non scoprire tutte le carte non è parsa così "gratuitamente complottista" come altri casi.

Peraltro, oggi la Mercedes è stata "fuori dai riflettori": al mattino Lewis Hamilton non si è trovato del tutto a suo agio, pur ottenendo il 4° crono a 7 decimi, mentre Valtteri Bottas si è dedicato soprattutto a prove sulla distanza, con run di una quindicina di giri. Il fatto che il suo miglior riscontro cronometrico sia stato ottenuto proprio all'inizio di uno di questi stint la dice lunga e permette di valorizzare meglio il distacco di 1"2 dal vertice. Nondimeno, il fatto che la Mercedes non abbia fatto la "solita" simulazione di gara del pomeriggio, fa intendere che fossero impostati alla ricerca di altri riscontri, nel test. Stavolta non svettano nemmeno come chilometraggio: la somma dei giri tra Lewis e Valtteri arriva a "soli" 135 giri, cioè meno di Vettel, Massa e pure di Ocon singolarmente.

Parlando di novità visibili portate oggi dopo i riscontri della scorsa sttimana, proprio la Mercedes ha provato diversi elementi, dalle differenti appendici anteriori a un nuovo cofano pinnato (ma senza sfogo aria) e altri profili alari. La Ferrari si è concentrata sul comportamento delle gomme e sulla flessione dei flap, oltre ad aver modificato vari elementi come il fondo. Del resto, discorsi similari possono essere fatti un po' per tutte le monoposto in pista: siamo ancora nelle fasi iniziali di scoperta e messa a punto delle macchine, ricordiamolo, e tutti ritengono che da qui a Melbourne ci sia ancora ben più di 1 secondo al giro da potere e dovere recuperare. Quindi è inutile spezzare il capello in quattro su differenze di 1 o 2 decimi, al momento.

Come del resto va bene evidenziare certi problemi patiti dagli avversari, ma non per questo bisogna confondere le problematiche tecniche risolvibili (e da qui a Melbourne di tempo per risolverle ce n'è) con quella che può essere la reale competitività di una macchina. Così la Force India ha recuperato una posizione alla sua altezza con Esteban Ocon, 6° e per di più con ben 142 giri all'attivo. E lo stesso si può dire per Nico Hulkenberg dopo che la necessità di sostituire un propulsore sulla RS17 ha praticamente appiedato Jolyon Palmer al mattino. Ancora qualche problema di troppo per la Toro Rosso e per la Sauber, con quest'ultima che ha dovuto far riprendere gradualmente alla guida Pascal Wehrlein, poi sostituito da Marcus Ericsson.

Tesa piuttosto la situazione in McLaren: un'avaria elettrica ha bloccato Stoffel Vandoorne al mattino, costringendo anche in questo caso a sostituire il motore. Poi il pilota belga è riuscito comunque a completare un'ottantina di giri, peraltro senza riscontri esaltanti. Ovviamente sappiamo benissimo come si possa trattare del classico "problemino stupido" che non si trova subito e ti fa perdere (prezioso) tempo, ma che si sia arrivati alla quarta sostituzione in pista del propulsore è comunque imbarazzante e non permette di ottimizzare il lavoro. È stato dichiarato che questi motori siano di una specifica "vecchia" (la stessa della settimana scorsa) e che quella prevista per Melbourne verrà provata prossimamente. Ma sarà davvero in grado, questa evoluzione propulsiva, di accendere la luce in fondo al tunnel? Speriamo di sì: per lo spettacolo sportivo, per i piloti, ma anche per la squadra che non merita di navigare nelle retrovie, vuoi per il blasone, vuoi per un progetto che anche stavolta sembra potrebbe dire parecchio in pista.