Se arrivi al terzo anno di impegno in Formula 1 e continui a soffrire di guai di ogni sorta, dall'affidabilità all'assenza di prestazioni, è scontato che il fuoco amico non arrivi per errore ma sia, anzi, del tutto giustificato. Honda ha iniziato con piede sbagliato un'altra stagione, quella che più di altre doveva rappresentare l'occasione per recuperare, cucire il divario enorme registrato dalle power unit di riferimento. Le condizioni regolamentari c'erano tutte, niente gettoni da rispettare, via libera a un progetto nuovo. Al momento, hanno fallito. E Fernando Alonso va ben oltre il «Tensione massima», ammesso da Boullier.

E' un quadro chiarissimo nelle sue tinte fosche. «Curva 3 in pieno? Oh, sì, per noi non solo curva 3. Per noi quasi tutte le curve sono in pieno». Prima stoccata, degna del "GP2 Engine di Suzuka 2015".

«Non credo che siamo troppo indietro sul versante del telaio. Abbiamo un solo problema: è la power unit. Manca di affidabilità e non ha potenza. Siamo 30 km/h più lenti sui rettilinei, su ogni rettilineo». Secondo affondo. Se le curve si trasformano in rettilineo, la percorrenza è in pieno, il deficit di cavalli si somma e diventa ancor più penalizzante di quanto non fosse un anno fa. Il concetto era stato spiegato nel dettaglio da Fernando, che era arrivato a dire quanto il pilota contasse ancora meno quest'anno rispetto al solito.

Appena 46 giri all'attivo mercoledì, due giornate ancora di prove prima di volare a Melbourne. Dire che in McLaren sono indietro sul programma è un eufemismo. Il terzo affondo nei confronti di Honda prende di mira l'errore di progettazione del serbatorio di recupero dell'olio: «E' stato un problema da amatori. Dal primo giorno continuiamo a sbloccare un po' la situazione in termini di potenza e affidabilità. Più giri fai più scopri altre cose. Cose che normalmente scopri al primo o secondo giorno di test internali. Facciamo 40 giri ogni giorno, è come se fossimo al secondo giorno di test di tutti gli altri».

Chiarite tutte le difficoltà del momento, subentrano le dichiarazioni di dovuto "ottimismo" e una sferzata che chiama una reazione. Quelle del «saremo pronti in Australia, l'unico dubbio è quanta potenza avremo». Dove si trova oggi il team? «E' difficile avere delle sensazioni sulla macchina quando sei 30 km/h più lento su ogni rettilineo. Sembra andare tutto bene, ma quando arrivi a velocità normali non sai cosa accadrà. E' uno scenario simile allo scorso anno. Nel 2015 probabilmente eravamo ancor più indietro di adesso; il fatto che rende più frustrante quest'anno è il cambiamento di regolamenti, l'avere coltivato speranze più grandi di poter chiudere il gap durante l'inverno.

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Dobbiamo migliorare, la situazione è lontana dall'ideale. Siamo un grande team, McLaren ha dominato per anni lo sport e lottato per i campionati. Ci serve una reazione da parte di tutti e me la aspetto immediatamente».

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