Per sei giorni di test a Barcellona, i tifosi Ferrari si sono chiesti perché la Scuderia insistesse a provare le Pirelli a mescola media e soft, trascurando le più veloci supersoft e ultrasoft. Ovviamente il team di Maranello sa benissimo quali siano le prove più opportune da fare, ma la "fame di prestazioni" da parte degli appassionati resta comprensibile. E oggi i ferraristi sono stati accontentati. Era prevista una simulazione di gara al pomeriggio, ma al mattino Sebastian Vettel si è scatenato con le gomme più morbide. Anzi no…

Spieghiamoci: Seb ha ottenuto il giro più veloce, eppure non ha sfruttato davvero tutto, rallentando anche un po' vistosamente alla fine del giro. E ciò è successo più volte. Così a fronte del 1'19"024 ottenuto con le gomme ultrasoft, è stato calcolato che con i due intertempi S1 e S2 di Vettel più quello S3 di Hamilton sarebbe stato facile scendere sotto 1'18"7.

Certamente è una speculazione del tutto accademicomatematica, ma per far capire come effettivamente Vettel abbia "alzato il piede". Del resto anche il miglioramento ottenuto passando ai pneumatici "più veloci" non è stato trascendentale: prima 1'19"341 con la mescola soft, poi 1'19"314 con la supersoft e infine 1'19"024 con la ultrasoft. Ora, sebbene il divario si assottigli più si va sul morbido, tra soft e ultrasoft non ci sono certo solo 3 decimi al giro. 

Strategia per non mostrare appieno le proprie carte? Mah, gli altri team capiscono benissimo… Forse non si volevano illudere o caricare troppo i tifosi? Già più comprensibile… Infatti anche Sebastian si è affrettato a gettare acqua sul fuoco che lui aveva acceso: sommamente giusto far capire che i tempi in questa fase valgono poco più di zero, che da qui a Melbourne c'è ancora tanta strada (non solo geograficamente parlando), che lavoro di sviluppo da fare ce n'è ancora tanto e quindi i rapporti di forza in campo potranno facilmente variare. Ma se comincia a serpeggiare un po' di ottimismo, è anche comprensibile. Fermo restando che nulla è garantito, ancora, per quelli che saranno i reali riscontri in gara e in prova al momento di disputare un GP vero. 

Nondimeno, se in Mercedes comincia a manifestarsi un po' di insoddisfazione per i risultati - non delusione, quella la trovi in altri box a Montmelò - un motivo ci sarà. Quella di chi capisce che è certo sempre il riferimento, ma non è più solo in cima alla montagna. Anche qui, i 3 decimi che si è preso Lewis Hamilton non devono essere misurati con la bilancia del farmacista, perché sicuramente non sono il vero metro della W08: ma pensate che l'inglese si tratterrà sul "pulsante magico" appena avrà la libertà di abusarne? 

Soddisfazione invece in casa Force India e Toro Rosso: Esteban Ocon ha ottenuto oggi un ottimo risultato, sia in termini velocistici che maratonistici: è 3° nella lista dei giri veloci con un distacco di 1"1 per il quale vanno considerate pure le gomme più dure di uno step (supersoft) e in più ha completato ben 137 giri. Similmente, Daniil Kvyat è a 1"4 dal vertice ma ha ottenuto il suo miglior giro con gomme soft, e seppur in modo un po' più discontinuo ha totalizzato 94 giri. Ottimo chilometraggio anche per Haas e Red Bull: Kevin Magnussen è 5° a 1"5 con 119 giri, mentre Daniel Ricciardo è 6° a 1"8 con 128 giri. Però l'australiano non è risultato particolarmente veloce nel corso della simulazione di gara effettuata. Parlando di simul-GP, una buona impressiona stavolta l'ha data Lance Stroll, che l'ha effettuata al mattino totalizzando 85 giri senza errori, guadagnandosi così la possibilità di girare anche domani. 

Ancora problemi invece per Honda e Renault. Sulla RS17 di Jolyon Palmer è stato sostituito anche oggi un motore, tanto che si è lasciato a piedi Nico Hulkenberg per poter permettere all'inglese di fare qualche giro in più, dopo che già ieri mattina ne aveva fatti pochi. Invece sulla McLaren di Stoffel Vandoorne non si è voluto cambiare il propulsore, nonostante due avarie l'abbiano lasciato a piedi lungo la pista, cercando invece di risolvere il problema che sarebbe di natura elettrica, cioè alla parte ERS della power unit. Senza grandi successi in questo senso, però. Infine, in coda troviamo i piloti Sauber e Williams, ma va detto che oggi queste squadre si sono impegnate sulla distanza, per cui apparentemente non vi sono drammi.