Meglio nella seconda sessione di test rispetto alla prima. Sarà interessante scoprire dove andrà a collocarsi la Force India a Melbourne. I migliori tempi di Barcellona non possono rappresentare l'indicatore realistico sullo stato di forma attuale, la partita prevedibilmente sarà ancora con Williams e ci sarà da tenere d'occhio anche Toro Rosso e Renault alle spalle. Attesa per Esteban Ocon, che può dirsi soddisfatto per la mole di giri percorsi: 279 tornate nella seconda sessione lo rendono il quarto pilota più attivo al Montmelò.

La fiducia riposta nella VJM10, che si presenterà a Melbourne vestita di rosa, è alta, tale da porre un obiettivo realistico ma che richiederà al tempo stesso costanza di rendimento per un pilota di fatto alla prima stagione completa in Formula 1, dopo l'assaggio con la Manor dal GP del Belgio ad Abu Dhabi: «Il mio obiettivo personale è di andare a punti a ogni gara, sarebbe bello. A Melbourne tutti sveleranno il pieno potenziale delle macchine e vedremo qual è la realtà. Ho delle sensazioni super sulla VJM10, il bilanciamento è corretto e il motore Mercedes è semplicemente il migliore, anche in termini di affidabilità. Vedremo se potrò fidarmi delle mie sensazioni».

Fuori Hulkenberg, dentro Ocon. L'accoppiata di piloti del team inglese si conferma ben assortita. Per una squadra che arriva da due stagioni di continua crescita, è essenziale continuare a navigare nelle zone alte della classifica anche per i benefici economici che derivano dai premi erogati da Formula One Group: «La squadra vuole che rimpiazzi Nico e questo include anche i risultati. Devo ottenerli da subito. Non c'è tempo, dovrò essere veloce dall'inizio. I risultati si traducono in maggiori fondi e questo significa una macchina migliore, più veloce. E' molto semplice». Già alla presentazione della VJM10 ha indicato in Perez l'esempio da seguire, il riferimento per accelerare la propria crescita. Dopo otto giornate di condivisione del box e lavoro sul campo, fianco a fianco, aggiunge:

I tempi dei test non contano, meglio affidarsi alle sensazioni avute ed Esteban sente di aver spuntato tutte le caselle necessarie prima di Melbourne: «Fare 142 giri (nella prima giornata della seconda sessione; ndr) è stato fantastico, dopo gli appena 80 della prima settimana. Abbiamo svolto tutto il programma, ogni aspetto dalle gomme all'aerodinamica, fino ai run di verifica delle prestazioni. A un certo punto perdi la cognizione del tempo. In fondo alla pit-lane di Barcellona c'è la torre che mostra le posizioni e ha un orologio in cima; quando l'ho guardato ho realizzato che erano già passate 4 ore in macchina e non mi ero accorto che il tempo stesse volando così in fretta. Ma è il giorno successivo è il collo a ricordartelo».

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