Se accetti la sfida di rimpiazzare il campione del mondo sulla miglior monoposto del lotto sei consapevole di finire sotto la lente d'ingrandimento ed essere oggetto di commenti e paragoni impietosi appena messe le ruote in pista. E' quel che sta accadendo a Valtteri Bottas. Due sessioni di test invernali e deve registrare "l'avevo detto" di Helmut Marko e i riscontri di Niki Lauda: «Non è veloce quanto Hamilton», il primo; «Deve migliorare il ritmo sui long run», il secondo.

A rendergli le cose più difficili potrebbero essere gli avversari. Ferrari e Red Bull, dovessero mostrarsi in grado di mordere le caviglie e mettere pressione, spezzare l'uno-due che dal 2014 è stato spesso il risultato finale Mercedes in qualifica e gara. «So di essere stato fortunato con il ritiro di Nico. Essere su una macchina di vertice un giorno è sempre stato il mio obiettivo ed è diventato realtà grazie al suo ritiro. Onestamente non sento addosso più pressione di prima. Semplicemente so che mi è stata data l'occasione di guidare la miglior macchina di Formula 1 di sempre. Ho molto più da guadagnarci che da perderci. Sono all'altezza», dice Valtteri a Sport Bild.

Un solo anno di contratto vuol dire dover convincere subito e senza lasciare ombre, perché di rinnovi contrattuali e mercato piloti si inizierà a parlare da Montecarlo. A fornire elementi di discussione prima che iniziassero i test erano state alcune osservazioni di Hamilton sulla condivisione dei dati tra piloti, un modus operandi che facilita la vita di chi deve rincorrere il riferimento segnato dal compagno di scuderia.

Seguirono pronte spiegazioni allora, a chiarire come non fosse una considerazione sui rapporti interno alla squadra né con Bottas, che non ha alcun problema ad ammettere come possa imparare a trarre il massimo dalla W08 EQ Power+ osservando il lavoro di Hamilton: «E' un vero metro di paragone. Sarà interessante vedere come prepara la macchina e come funziona il suo stile di guida. Osservo un tre volte campione del mondo al lavoro e sarebbe stupido non sfruttare l'opportunità. Di certo non mollerò. E non andrò nel panico se Lewis sarà più veloce. Dalla prima gara dovrò essere lì, so che mi aspetta una curva di apprendimento ripida». Delle monoposto 2017, infine, sottolinea come sarà costretto a rivedere il proprio stile di guida: «Dovrò adattare alcune cose, utilizzare traiettorie e tecniche leggermente diverse. Non è solo dettato da una macchina diversa, con più aderenza, si comporta diversamente anche dal punto di vista meccanico e richiede un po' di tempo se vuoi estrarre assolutamente tutto dalla monoposto».