Il duello alla pari tra Ferrari e Mercedes ha rappresentato la grande "novità" dell'esordio a Melbourne di una Formula 1 all'alba di una nuova era. Tecnica, sportiva, di governance. Tirare un bilancio definitivo dopo un solo gran premio sarebbe errato, semmai dal Gran Premio d'Australia emergono indizi, tracce da seguire per avere conferma e poterle trasformare in certezze consolidate nel corso del mondiale. Il presidente della FIA Jean Todt, dopo aver sottolineato come la Formula 1 del futuro non farà passi indietro, sul fronte dei propulsori, ha puntualizzato anche un altro aspetto: la FIA è e resterà titolare del potere normativo.

Un chiarimento per certi versi scontato, è la Federazione l'organo deputato a scrivere i regolamenti. Con la nuova proprietà, con Liberty Media, si avrà una collaborazione per migliorare lo sport: «Sono lieto che gli uomini di Liberty Media stiano pensando al futuro. Sono disponibile ad ascoltare le loro idee sui regolamenti, così come rispetto qualsiasi contributo arrivi, da qualsiasi parte. Ma la responsabilità finale sarà sempre nelle mani della FIA. Siamo noi a scrivere e controllare le norme.

Tuttavia, sono già stati discussi dei cambiamenti, compreso l'urgente bisogno di motori più economici, semplici e rumorosi per soddisfare gli spettatori a bordo pista».

Sul fronte sportivo e tecnico, Todt registra luci e ombre dopo la prima gara. Bene la lotta a due per la vittoria, male il (prevedibile) ritardo dietro i top team. Più risorse hai, meglio puoi prepararti ai grandi cambiamenti regolamentari, sfruttare nuove opportunità e consolidare il vantaggio. «Le macchine sono più veloci e spettacolari, sono un po' preoccupato, però, del divario tra le squadre. E' bello scoprire che la Mercedes ha un avversario nella Ferrari ma il gap di 2" delle scuderie di centro gruppo dal vertice è eccessivo». Tolti i primi 5, racchiusi in meno di 30" a fine gara, dal settimo posto in poi sono arrivati tutti doppiati e il buon Massa, sesto, ha rimediato 50" da Verstappen e 1'17" da Vettel. Felipe nel 2016 in Australia pagò un ritardo dal vincitore di 1"5 al giro, domenica scorsa 1"35.

Se a Barcellona, poi, i tempi dei test hanno visto l'obiettivo di macchine 5" più veloci rispetto al 2015 centrato, l'Albert Park, che è tracciato completamente diverso, sul quale le caratteristiche aerodinamiche delle nuove monoposto emergono in minor misura, ha portato un miglioramento della prestazione assoluta in qualifica molto più limitato: «Un'altra cosa che mi ha sorpreso è la pole solo 1"7 più veloce rispetto allo scorso anno, quando era stato promesso un miglioramento fino a 5". Forse è frutto unicamente delle caratteristiche del circuito»

Provaci ancora, Bon Giovi

A chiamare in causa il layout della pista, per invocare una "sospensione" del giudizio in materia di sorpassi visti in gara, è anche Christian Horner: «Dobbiamo sospendere il giudizio fino alle prime due o tre gare. Storicamente Melbourne non ha mai offerto molti sorpassi. Cina e Bahrain sono piste sulle quali è molto iù facile superare. La cosa positiva è la possibilità dei piloti di spingere per tutta la gara, non c'è stato molto fuel saving né la necessità di risparmiare le gomme»

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