La "soluzione" alla crisi tecnica, alla mancanza di prestazioni e affidabilità dalla power unit Honda, non passa certo dalla realizzazione di un progetto realizzato in casa, per McLaren. Tra tutti gli scenari prospettabili in futuro è quello meno realistico e fattibile, immaginando tempi e costi che comporterebbe un coinvolgimento in prima persona. E Zak Brown scandisce a chiare lettere come non sia un'alternativa la progettazione di una power unit McLaren, nonostante la presenza della divisione Automotive, che partorisce la gamma di auto stradali e le declinazioni impegnate nei vari campionati GT, all'interno del McLaren Technology Group.

«McLaren Automotive è un'unità diversa, con alcuni azionisti in comune con i quali lavoriamo da vicino. Realizzano un motore McLaren ma la scuderia di Formula 1 ha priorità economiche e modi operativi diversi per cui non abbiamo mai intrattenuto discussioni sul tema». Gruppo McLaren che consta della divisione McLaren Racing, di McLaren Automotive e McLaren Applied Technologies. Quanto a McLaren Automotive, il recente annuncio di una partnership con BMW per lo sviluppo di nuove soluzioni destinate ai motori termici stradali ad alte prestazioni, mirate a incrementare la potenza e l'efficienza (ergo i consumi), aveva prestato il fianco alla ricostruzione di scenari che volevano una possibile collaborazione estesa anche alla Formula 1. Nulla di tutto ciò.

«Cosa potremo fare tra 10 anni? Chi lo sa, ma adesso non è un tema di discussione la realizzazione di una power unit McLaren. Non siamo un marchio che produce motori, siamo una scuderia e un costruttore di auto. Con Honda abbiamo un rapporto molto aperto, lavoriamo alla ricerca del miglior modo per essere competitivi il più in fretta possibile e tornare all'obiettivo assoluto di vincere il mondiale insieme, non c'è stato un vero deterioramento della relazione. Tutti i nostri colloqui sono mirati su come uscire dalla situazione in cui ci troviamo», commenta Brown. 

Parole politically correct, a distendere quella che è vera tensione e non è stata mascherata né da Eric Boullier, né tantomeno da Fernando Alonso. Guardando in casa Honda, in prospettiva Gran Premio di Cina - destinato a esporre più di quanto non abbia fatto la gara in Australia le debolezze della power unit - Yusuke Hasegawa riesce nonostante tutto a commentare individuando note positive dopo Melbourne: «Sebbene l'esordio stagionale si stato un week end difficile, ci ha permesso di valutare la nostra posizione in pista. Ci sono stati aspetti positivi e negativi, abbiamo potuto confermare alcuni punti di affidabilità della power unit ma sappiamo al tempo stesso di avere margine per migliorare le prestazioni.

Ci aspettiamo dal Gran Premio di Cina che sia una sfida ancor più grande, la pista impegna molto la power unit con le sue curve a bassa e media velocità e due lunghi rettilinei. Lavoreremo insieme a McLaren per assicurarci di fare del nostro meglio ed estrarre quanto più possibile dal pacchetto. E' importante raccogliere più informazioni che potremo, la stagione è lunga e ci aspettiamo di progredire a ogni gara».

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