Un incontro tra Chase Carey e Recep Erdogan per gettare le basi di un ritorno del Gran Premio di Turchia nel calendario del mondiale di Formula 1. Il primo passo si è compiuto martedì, ad Ankara, dove l'amministratore delegato di Formula One Group ha incontrato il presidente turco, il ministro per lo Sport e le politiche giovanili, il presidente della federazione automobilistica sportiva turca, il presidente dell'Istanbul Park, Ali Vural Ak, proprietario della compagnia di noleggio Intercity, parte della nuova denominazione del tracciato.

La fase della trattativa è ancora allo stadio iniziale, tale da non poter annunciare un impegno preciso per il ritorno del Gran Premio di Turchia in calendario, se avverà già nel 2018 o successivamente. Esiste un accordo di massima. L'autorità sportiva nazionale, nella nota con la quale ha reso pubblico l'incontro, ha anticipato di essere nella posizione di poter annunciare presto gli sviluppi su un possibile rientro nel mondiale del tracciato disegnato da Hermann Tilke.

Già sotto l'egida Ecclestone si era discusso di un ritorno, Turchia che è assente dal calendario dal 2011, ultima edizione corsa a Istanbul e vinta da Sebastian Vettel. Sette edizioni in totale, con il debutto nel 2005 e Felipe Massa pilota che ha ottenuto più vittorie: un triplete tra il 2006 e 2008. Dei "Tilkodromi", i 5.338 dell'Istanbul Parl sono tra quelli meglio riusciti, una pista veloce e impegnativa, idealmente rappresentata dalla particolare curva 8, lunga piega a sinistra con quattro punti di corda e forze G elevatissime già nel 2011. Immaginare cosa potrebbe essere un percorrenza con le nuove monoposto vale da sé un ritorno.

In prospettiva 2018 sappiamo già dell'uscita del Gran Premio di Malesia, come del ritorno del Gran Premio di Germania, oltre al Gran Premio di Francia. Un calendario che si prospetta con 21 appuntamenti, allo stato attuale. Andrà seguita anche l'evoluzione di un altro fronte, quello di Interlagos, che ha un valido contratto fino al 2020, tuttavia, alla ricerca di investitori privati. E tra gli interessati potrebbe esserci anche Bernie Ecclestone.