Le Mans e Indianapolis. I due grandi appuntamenti ai quali Fernando Alonso, un anno fa, guardava. Si immaginava un futuro oltre la Formula 1 impegnato nell'Endurance, insieme alla Indy 500 a rivestire un fascino unico. A sorpresa, molto più di un'improvvisa eventuale competitività McLaren-Honda, arriva la notizia che Fernando salterà il week end del Gran Premio di Monaco per correre a Indianapolis con il team Andretti Autosport. «E' un'emozione immensa correre alla Indy 500 quest'anno, con McLaren, Honda e Andretti Autosport. Non ho mai corso in IndyCar né su un super-speedway, ma sono fiducioso che mi abituerò in fretta», le prime parole di Fernando. 

La macchina schierata da Andretti Autosport sarà registrata come McLaren-Honda. «La Indy 500 è una delle gare più famose al mondo nel panorama motoristico, pari solo alla 24 Ore di Le Mans e al Gran Premio di Monaco. Ovviamente mi dispiace non poter correre a Monaco quest'anno, sarà però l'unico gran premio che salterò, per tornare in macchina a inizio giugno, a Montreal, per il Gran Premio del Canada», ha proseguito Alonso. 

Il calendario di appuntamenti sarà fittissimo. Dopo il Gran Premio di Spagna del 14 maggio inizierà il lungo avvicinamento alla Indy 500 del 28 maggio, 101ma edizione. Dal 15 maggio si apriranno le sessioni di prova sull'ovale dell'Indiana, dal 20 maggio le prime sessioni di qualifica. «Non ho mai corso nella Indycar, ho seguito il campionato in tv e online, ed è evidente la massima precisione richiesta per correre vicinissimo alle altre monoposto sul filo dei 350 orari. Sono consapevole che sarà una ripida curva d'apprendimento, ma volerò a Indianapolis subito dopo il Gran Premio di Spagna, per provare la nostra McLaren-Honda-Andretti dal 15 maggio in poi, fiducioso di poter coprire tanti chilometri ogni giorno e so quanto siano validi i ragazzi di Andretti Autosport».

Alonso come Graham Hill. L'obiettivo è ambizioso, ovvero, essere il secondo pilota vittorioso a Monaco, Indianapolis e Le Mans. «Ho vinto due volte il Gran Premio di Monaco e una delle mie ambizioni è di vincere la Tripla Corona, ottenuta solo da un pilota nella storia del motorsport: Graham Hill (nel 1963 Montecarlo, nel 1972 Le Mans, nel 1966 Indianapolis; ndr). E' una sfida difficile ma sono pronto. Non so quando correrò a Le Mans, ma lo farò un giorno. Ho solo 35 anni, ho tantissimo tempo».

La monoposto del team Andretti, oltre a essere iscritta come McLaren-Honda-Andretti, riproporrà anche la livrea papaya orange con la quale nel 1974 e nel 1976 Johny Rutherford corse e vinse con McLaren la Indy 500. «Il team per il quale correrà ha vinto lo scorso anno utilizzando lo stesso motore Honda, lui è il miglior pilota al mondo, è una combinazione avvincente», ha dichiarato Zak Brown, ringraziando Honda per il supporto offerto affinché si potesse concretizzare la partecipazione a Indy.

«Non sono così sciocco da fare previsioni avventate di vittoria, mi aspetto sia in partita. Al tempo stesso avrà il suo da fare per abituarsi a correre alle velocità degli ovali, ma la velocità è una qualità che conta in ogni forma del motorsport, e Fernando senza dubbio ce l'ha. Le differenze tra le macchine di Formula 1 odierne e quelle di IndyCar sono meno marcate oggi rispetto al passato. Pesano grossomodo lo stesso, intorno ai 700 kg e le Formula 1 sviluppano più potenza delle IndyCar».