Manca solo un vero confronto diretto ruota a ruota - speriamo bene per il prossimo GP in Russia a Sochi - ma anche questo nel Bahrain conferma che in gara le prestazioni tra Ferrari e Mercedes sono generalmente molto equilibrate. Così a decidere il risultato finale sono le situazioni momentanee e come i piloti e le squadre riescono ad affrontarle senza magari farsi prendere dal panico. 

Così Sebastian Vettel ottiene una splendida vittoria grazie a una gara perfetta fin dall'inizio, quando è partito bene e ha portato un attacco esemplare a Hamilton sfruttando le particolari traiettorie di curva 1 e 2. Ottimo il tempismo del primo pit-stop, sia in termini di undercut, sia perché già stava sembrando perdere tempo da secondo in scia a Bottas. È stato quindi veloce tanto da riuscire a mantenere il comando in occasione della safety car che ha favorito la Mercedes, si è difeso alla grande dall'attacco di Bottas che avrebbe potuto scombinare i piani e infine ha controllato senza eccessi di frenesia (specie nei doppiaggi) il recupero finale di Hamilton. Insomma, non sappiamo proprio cosa avrebbero potuto fare di più o di meglio, pilota e squadra. 

All'opposto, la Mercedes ha mostrato come davvero non sia più abituata a gestire le gare quando è davvero sotto pressione. Imbarazzanti i ripensamenti su Valtteri Bottas relativamente agli ordini di scuderia, che saranno poco sportivi ma fanno capire come anche loro abbiano intuito che in questa stagione non si possa buttare alcun punto, nemmeno se a favore del "secondo pilota" come è ormai evidente sia considerato il loro finlandese. Pacchiano poi l'errore di Lewis Hamilton, nel suo rallentare a scatti e pure ondeggiando davanti a Ricciardo rientrando in pitlane: una manovra molto più pericolosa di quanto possa apparire nelle immagini televisive e che infatti è stata sanzionata con 5 secondi e 2 punti licenza. 

Da rianalizzare con più dati a disposizione la scelta di montare di nuovo le soft nel terzo stint, che ha stupito lo stesso Lewis ma non è detto fosse davvero sbagliata: dopotutto la sua rimonta è stata rapida inizialmente, ma poi è stata pagata con il degrado che ha permesso a Vettel di gestire senza troppo affanno il suo vantaggio. Motivo quest'ultimo che rende inutile la speculazione del "se Hamilton non avesse avuto la penalità", che peraltro implicherebbe sia stata una sorta di regalo alla Ferrari: non è stato così e Lewis deve solo prendersela con sé stesso. E se questo servirà a farlo tornare più cattivo che mai alla prossima gara, tanto meglio! 

Parlando delle "seconde guide": avrebbero potuto fare meglio? Valtteri Bottas ha tenuto bene il comando inizialmente, poi quando la gara si è sviluppata i messaggi radio riguardavano quasi esclusivamente come avrebbe dovuto comportarsi con Hamilton… Non crediamo sia il modo migliore per motivare un pilota in gara, e oltretutto si è trovato con problemi di sovrasterzo che l'hanno infastidito notevolmente. Passando a Kimi Raikkonen, va bene (anzi, male) la partenza non brillante che l'ha portato dietro a Massa, ma poi è stato costretto a superarlo due volte per le tempistiche di pit-stop che non hanno "combinato" con la safety car (e fin qui, può succedere) e in seguito è stato nuovamente vittima di problemi all'elettronica di gestione del motore e di incomprensioni con il box sulla gestione delle gomme, come già successo in Cina. Senza di questi sarebbe quasi sicuramente arrivato sul podio, che in definitiva è ciò che gli si contesta di non essere riuscito a fare nelle ultime due gare. Speriamo davvero che non ci sia "il due senza il tre", per lui e per il team.

Per quanto riguarda le Red Bull, decisamente hanno raccolto molto meno di quanto sembrava possibile. Un disco freno rotto (Carbon Industries) ha vanificato l'ottima partenza di Max Verstappen - pur se va detto che Ricciardo era stato "bloccato" da Hamilton - mentre problemi nel mandare a regime i pneumatici nei primi giri hanno visto Daniel Ricciardo farsi sfilare in modo improbabile dopo i cambi gomma, prima di riprendere la quinta posizione finale. Ma la macchina si è avvicinata molto al vertice e probabilmente recupererà ancora qualcosa da qui al prossimo GP. 

Le situazioni di gara hanno portato spesso Felipe Massa fra i primi, e alla fine il brasiliano capitalizza al massimo quanto gli permette la Williams. Magari in modo più anonimo ma altrettanto positivo, anche Sergio Perez, Romain Grosjean e Nico Hulkenberg ottengono il massimo con le loro monoposto e i primi punti in campionato. Bene anche Esteban Ocon che permette alla Force India di avere entrambe le macchine in top ten e di riprendere il 4° posto nella classifica Costruttori alla Williams. Positiva anche la gara di Pascal Wehrlein al suo rientro, pur se appena fuori dalla zona punti. 

Male invece per la Toro Rosso: Daniil Kvyat ha avuto problemi di grip, mentre Carlos Sainz ha avuto un malinteso con Lance Stroll nel rientrare in pista, arrivando a speronarlo: per questo incidente partirà indietro di tre posizioni al prossimo GP. Male anche per McLaren-Honda, tanto che a parlarne sembra di sparare sulla Croce Rossa: di nuovo ritiro per Fernando Alonso dopo una gara volitiva (e in cui si è lamentato via radio di non aver mai guidato una macchina così poco potente) quando Stoffel Vandoorne non è riuscito nemmeno a schierarsi per il via. Vedremo delle teste rotolare nei prossimi giorni?