Due giorni di test per capirne di più, per capire come far lavorare meglio le gomme Pirelli in assetto da gara e con tanta benzina a bordo. In Bahrain le temperature non hanno raggiunto valori record in gara, l’asfalto ha visto un’evoluzione dai 34,8° C della partenza ai 28,3° C, misurazione più “fresca” nell’arco dei 57 giri. Lewis Hamilton già alla vigilia dell’appuntamento di Sakhir aveva posto il tema della gestione delle gomme da parte della Mercedes con un asfalto più caldo di quanto non fosse quello di Shanghai. Nel dopogara di domenica scorsa ha aggiunto:

«Proverò a prepararmi nel miglior modo possibile per la prossima. Parteciperò ai test martedì per migliorare la macchina, capire di più le gomme e siamo fiduciosi saremo in una posizione migliore dalla prossima gara.

La macchina ovviamente è buona, si tratta solo di come utilizziamo le gomme in gara, specialmente quando le condizioni climatiche sono un po’ più calde, questo è il grande interrogativo». Stamani, alle 12:00 italiane, 27 giri completati per Lewis nei test (miglior tempo, per inciso, in 1’32”822) dopo essersi fermato in pista nel corso della prima ora di prove per un problema tecnico e aver passato altri 30 minuti ai box perché i meccanici sistemassero la monoposto.

Sessione che ha visto Mercedes lavorare con i rastrelli per la rilevazione dei flussi aerodinamici posizionati davanti le ruote posteriori, nella zona a Coca Cola. In Bahrain come in Australia, lo scenario dei primi giri di gara ha restituito una Ferrari aggressiva, in grado di restare incollata al leader della corsa, “indifferente” agli effetti negativi che questo porta sulle gomme. Viceversa, Hamilton prima e Bottas poi, costretti a spingere per provare a creare del margine di vantaggio, senza riuscirci e, anzi, scoprendo la mancanza di grip.

«A Melbourne non ricordo quale sia stato il problema con le gomme, credo fosse più sulle anteriori, ma sono abbastanza certo che anche le posteriori fossero interessate. Qui si è trattato più di quelle dietro, tuttavia direi che è stata una situazione simile», ha aggiunto Hamilton. «L’aderenza in avvio non era affatto buona, la macchina scivolava dappertutto. Poi, via via che si scarica di carburante e diventa più leggera diventa molto più gestibile e quando metti le gomme nuove alla fine, come ho fatto, trovi come una nuova spinta e la gomma è più pronta, come in qualifica. E’ come se ci fosse un punto in cui si passa da un comportamento all’altro».

Sterzi a parte: Hamilton è un grande ma basta buonismo

Sarà cruciale scoprire come far lavorare al meglio la gomma in avvio di gara, perché prima del giro di boa del campionato si prospettano gare su piste molto più aggressive sulle coperture e con temperature elevate, che potrebbero enfatizzare più di quanto non accaduto in Bahrain le difficoltà attuali Mercedes. 

L'editoriale: Ferrari, un gran successo di squadra

http://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2017/04/18-809667/hamilton_un_grande_ma_basta_buonismo_/