“The yellow teapot”, la teiera gialla. Così la stampa britannica soprannominò la prima monoposto Renault, la RS01. L’esordio quasi 40 anni fa, il 16 luglio 1977, al GP di Silverstone con Jean-Pierre Jabouille alla guida, ritiratosi per problemi al turbo del motore V6. Da cui il fumo bianco che ispirò il soprannome squisitamente british.

Oggi Renault celebra il suo impegno in Formula 1 guardando avanti, ai prossimi dieci anni, presentando il futuristico prototipo R.S. 2027 al Salone dell’auto di Shanghai, che omaggia cromaticamente la progenitrice. 

Un esercizio di stile, una visione di come potrebbero essere le monoposto del prossimo decennio. Sempre ibride, con un motore V6 abbinato a un propulsore elettrico, ma dotate di un cockpit trasparente stampato in 3D e realizzato in un materiale leggero e resistente, ma soprattutto trasparente per offrire al pubblico una visione completa dell’abitacolo e del pilota. Che controlla la vettura tramite un volante con display dove visualizzare anche l’indice di gradimento dei fan sui social, evoluzione del “fan boost" già presente in Formula E

La scenografica ala anteriore è caratterizzata da vistose firme luminose, con i fari a Led a forma di C, mentre il cofano è dominato dalla classica losanga Renault che assume una colorazione azzurrata quando la vettura corre in modalità elettrica, come si può ammirare nel video con protagonista la pilota di F4 Marta Garcia.  

«Il ruolo di Renault Sport Racing consiste anche nel saper prevedere il futuro della Formula 1, affinché questa disciplina riunisca il massimo numero di fan in un ambiente in linea con gli obiettivi del Gruppo Renault. Siamo orgogliosi di poter offrire al pubblico, ai fan e agli appassionati questa concept-car, che valorizza le nostre idee e ciò che abbiamo voglia di fare». Ha dichiarato Cyril Abiteboul – Direttore Generale di Renault Sport Racing.