Non ha mai visto la bandiera a scacchi in gara, Lance Stroll. Problemi tecnici in Australia, bersaglio di Sergio Perez in Cina e di Carlos Sainz in Bahrain. Episodi che assicura di aver «lasciato alle spalle, che altro puoi fare? E' frustrante, ma non si tratta di qualcosa che posso gestire. Queste tre gare sono state un collezionare sfortuna in sequenza: la rottura dei freni in Australia, una specie di incidente di gara in Cina e domenica sono stato silurato da Carlos. Ma la ruota girerà!

Se fossi nella posizione di Carlos mi sentirei frustrato. Nelle gare capita che si facciano errori, è parte del gioco. Quando ho visto il video dell'incidente ho pensato: "Bene, è una di quelle situazioni"». In Cina ha espresso un buon potenziale velocistico in qualifica, in Bahrain il divario da Massa è stato maggiore ed è uscito in Q2. Più di ogni altra cosa, però, sono le gomme Pirelli e la corretta interpretazione del loro funzionamento che Stroll cerca. 

Per riuscirci è fondamentale percorrere chilometri su chilometri, finora mancati in gara. Martedì si è calato di nuovo nell'abitacolo della Williams FW40, percorrendo 35 giri e dividendo il programma di giornata con Massa. «Le due cose che sono di massima importanza per me sono macinare chilometri e imparare a capire le gomme. Viste le temperature estreme qui in Bahrain, scopri quali sono i limiti delle gomme ed è un'esperienza interessante. Quando arrivano a surriscaldarsi, come si comportano, sono cose che ti dicono parecchio, specialmente per quanto mi riguarda, non avendo molta esperienza con le gomme di Formula 1. E anche la macchina stessa, non c'è nessun metro di paragone, per cui va trovata la giusta tecnica di guida»

Valori oltre i 40° C e un forte vento hanno caratterizzato la mattinata di Stroll al volante, martedì. «Ho usato più set di gomme e provato varie cose, niente di speciale, solo regolazioni e trascorso più tempo al volante per me. Ho bisogno di provare piccoli cambiamenti per capire come reagisce la monoposto. Test come quello odierno (ieri; ndr) senza limiti su quel che si può provare, sono un buon banco per sperimentare». 

Intervistato dal sito ufficiale della Formula 1, al netto della sfortuna che ha caratterizzato le prime gare stagionali, Lance conserva l'approccio di chi è in una continua fase di apprendistato: «Ci sono stati momenti buoni in qualifica, ma sto ancora osservando e apprendendo. Non è tanto la difficoltà della Formula 1 in sé, quanto la differenza rispetto a ogni altra cosa che abbia fatto fino a oggi. 

Quando arrivi le gomme sembrano quasi un libro chiuso e devi aprirlo e imparare a leggerlo. Poi devi imparare i piccoli trucci del mestiere, ad esempio cosa serve per far contente le gomme. Ed è per questo che giornate come quella di martedì sono così importanti». 

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Sakhir è stata la prima pista sulla quale Stroll aveva già disputato delle sessioni di test lo scorso anno, Sochi sarà un'incognita e andrà scoperta dal venerdì del Gran Premio di Russia: «Non ci sono mai stato e non conosco l'asfalto. Mi siederò con gli ingegneri per discutere su come approcciare la gara. Quel che voglio davvero è porre fine a questa serie sfortunata, dopodiché potranno accadere tante cose. Stiamo migliorando a ogni gara, ne restano 17 davanti e non siamo ancora in Europa, dove conosco tutte le piste e questo renderà le cose più semplici».

Non si è demoralizzato dopo l'incidente nella prima sessione di test a Barcellona né si farà condizionare da tre gare sfortunate: «Sopravvivere in Formula 1 è al 90% una questione di doti mentali. Se non sei in grado di superare mentalmente gli eventi, sei nello sport sbagliato. E non sarebbe ridicolo se mollassi dopo solo poche gare?».

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