Due giornate di test trascorse non senza qualche problema tecnico in Red Bull. Le prove in Bahrain, tuttavia, hanno consentito al team di sperimentare soluzioni alternative e cambiamenti d'assetto più ampi di quanto non avverrebbe in un week end di gara, per scoprire il comportamento della RB13 oggi distante dai top team. Ricciardo si è detto soddisfatto del run di martedì, condizionato da un problema alla power unit. Con i dati del week end di gara, il confronto delle diverse regolazioni ha fornito un quadro chiaro sul rendimento della monoposto; assetto a parte, si è lavorato alla raccolta dati relativi all'aerodinamica e la gestione delle gomme.

A fare il punto sullo stato di salute del team interviene Helmut Marko, ribandendo alcuni concetti già espressi nelle scorse settimane e confermando il programma di sviluppi. «Fatemi essere chiaro sulla storia della velocità: in Australia eravamo 1"8 dietro, in Cina 1"3 e in Bahrain qualcosa intorno ai 9 decimi. Quindi stiamo migliorando e passo dopo passo ricucendo il divario, ovviamente non è abbastanza. E osservando le qualifiche, dove le macchine svelano la velocità pura, sappiamo che Mercedes ha una modalità di qualifica e in una certa misura anche la Ferrari, che li aiuta parecchio». Ben 7 decimi il ritardo di Ricciardo in Q3 a Sakhir, riferimento più attendibile, visti i problemi di Verstappen, condizionato da un giro di lancio preparato male e sopravanzato da Massa nel finale (con conseguente polemica verbale, risoltasi con le scuse di Max). 

«Direi che la direzione nella quale ci stiamo muovendo è promettente, vista la costante riduzione del gap. Poi, visto che in qualifica non ottieni nessun punto, è una buona notizia sapere che in gara siamo solitamente più forti se non ci fermano dei problemi, come domenica scorsa, quando Max ha pagato la rottura dei freni», ha aggiunto Marko. Non darà punti la qualifica, ma partire davanti apre opportunità diverse, di strategie anzitutto. 

Il recupero tecnico deve avvenire su tutti i fronti, dalla power unit Renault - a cominciare dall'introduzione della MGU-K 2017 - al telaio e l'aerodinamica, fronti sui quali, sorprendentemente, Red Bull è stata colta in contropiede. «Nei primi test eravamo piuttosto ottimisti che i primi tre team fossero grossomodo alla pari, ma già nella seconda sessione abbiamo dovuto ingoiare il dato di fatto che eravamo dietro. Perciò Melbourne e Shanghai non sono state davvero delle sveglie: sapevamo qual era la situazione.

Abbiamo due problemi: Renault soffre di alcuni guai di affidabilità, che li hanno rallentati nello sviluppo; noi non abbiamo il telaio che dovremmo. Ma stiamo lavorando giorno e notte per risolvere le carenze. Confidiamo riusciremo a fare un significativo passo avanti a Barcellona, dove arriverà un gran cambiamento. A volte la pazienza è la miglior virtù che può avere un pilota. Il telaio rivisitato arriverà a Barcellona e Renault ha in programma qualcosa per Montreal».

Il Gran Premio di Russia da correre ancora con il materiale a disposizione e nessun timore che, prima della piena competitività Red Bull, il mondiale sia già lontano e un affare esclusivamente Ferrari-Mercedes. Dopo il Bahrain la classifica dice di un ritardo di 43 punti per Verstappen dalla vetta, di 55 punti nel Costruttori. «Chi dice che Ferrari e Mercedes saranno scappate via fino ad allora? Quando abbiamo lottato per il titolo con Sebastian contro Alonso nel 2012 eravamo 42 punti dietro dopo la pausa estiva e vincemmo! Siamo maestri delle rimonte!».

Oltre l'attualità sportiva, Marko commenta il futuro che attende la Formula 1, in particolare sul fronte dei motori da utilizzare dal 2021 in poi. Motoristi, team, FIA e Formula One Group discutono per arrivare a una semplificazione tecnica, ridurre i costi e migliorare il rumore dei propulsori. L'idea del manager austriaco è chiara: «Abbiamo di sicuro l'aspirazione di cambiare le cose sulla fornitura dei motori e non "un giorno". Al più tardi dovrà essere nel 2021 l'arrivo in Formula 1 di un fornitore indipendente. E' più che necessario, il motore dovrà essere semplice, rumoroso e dal costo inferiore ai 10 milioni.

Stiamo discutendo di un propulsore molto meno sofisticato dell'attuale, un semplice motore per le corse. Ci sono tante aziende che potrebbero fornirlo, ci aspettiamo di trovare una soluzione al più tardi entro la fine di questa stagione insieme alla nuova proprietà e alla FIA. Se non accadrà la nostra permanenza in Formula 1 non è garantita». 

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