Certamente partire dalla prima fila giustificava ambizioni maggiori rispetto a un comunque ottimo risultato con entrambi i piloti sul podio: peccato solo che al vertice vi fosse Valtteri Bottas, per i ferraristi. Il finlandese della Mercedes ha costruito la sua prima vittoria di carriera con un'ottimo avvio: scattato bene, ha poi sfruttato al massimo "bottone" e scia per scavalcare Sebastian Vettel già ben prima di arrivare alla staccata, peraltro affondata e coperta con precisione. Sarebbe tuttavia ingeneroso limitare tutto al primo chilometro di gara: Bottas ha gestito bene tutte le fasi, restart compreso, ha ribattuto con giri veloci quando Vettel cercava di farsi sotto, e anche nei doppiaggi non ha perso. Un unico errore alla frenata di curva 13, ma anche questo è stato rimediato bene specie nel prosieguo a gomma mezza spiattellata. Insomma, pieno merito a Valtteri per il successo russo.

Dobbiamo allora parlare di demerito di Sebastian? Non crediamo: il tedesco ha ammesso una piccola esitazione al via, ma non si può nemmeno dire fosse partito male. La Mercedes di Bottas era semplicemente più veloce in quell'allungo tra schieramento e prima staccata, e anche se Vettel avesse chiuso a sinistra, sarebbe stato passato (forse anche più facilmente) a destra. Poi Seb ha sfruttato bene le gomme, ottenendo ottimi crono anche con le ultrasoft usate. Sarebbe forse stato meglio effettuare prima il pit-stop? Non crediamo: il distacco era troppo per "giocare di undercut"; inoltre la Ferrari ha preferito puntare sulla sua qualità di gestire meglio i pneumatici alla distanza.

Il fatto di essere stata in scia alla Mercedes vincitrice per tutti gli ultimi giri dimostra che la tattica non era fallata. Peccato solo che la diminuzione della resa in scia non abbia permesso a Vettel di limare quell'ultimo 1"0-1"5 su cui è stato a lungo come distacco. Aveva senso anche puntare (dal punto di vista strategico) su un eventuale repentino cedimento delle gomme di Bottas, che però non c'è stato. Non si possono nemmeno dare colpe esagerate a Massa per non aver favorito il doppiaggio all'ultimo giro: essersi trovato davanti in curva 3 dove la traiettoria è pressoché obbligata, facendo perdere lì tempo a Vettel (e causando il "ditino" all'ingresso di curva 4) è un fatto sfortunato ma non colpevolizzabile più di tanto, anche perché il brasiliano cercava di sfruttare la situazione nella lotta con Hulkenberg.

Kimi Raikkonen finisce ottimo terzo e si dimostra parecchio veloce nel secondo stint su supersoft, ma che in questa occasione si sia trovato più in sintonia con la SF70H lo si era visto già dal venerdì. E il risultato finale conferma che quando la macchina l'assiste, Kimi c'è. Meglio allora analizzare la gara di Lewis Hamilton, mai così sottotono. Scattato meglio di Raikkonen al via, viene però chiuso a sandwich tra lui e Ricciardo così, dovendo alzare il gas, perde l'abbrivio e - anche per la buona reazione di Kimi - resta 4°. Poi dai box cominciano a "fargli una testa così" segnalandogli problemi di surriscaldamento motore, che avrebbe (ma senza dimostrarlo) pure Bottas. Lui però cerca di rispondere che sta cercando di fare la sua gara, che però da quel momento si dipana con un continuo batti e ribatti via radio con gli ingegneri, per capire come ovviare al problema. Di fatto è costretto a puntare a sopravvivere fino alla fine: una "gara no", attutita dal fatto che la vittoria del compagno di squadra ha portato via punti al leader di classifica Vettel (13 punti il divario ora). Sempre che questo successo non rilanci Valtteri, invece… dato che è staccato di soli 10 punti.

Formula 1: la classifica piloti

Gara "a finire" anche per Max Verstappen (specie dopo i problemi ai freni evidenziati sull'altra Red Bull) che comunque anche stavolta ottiene il massimo da tutte le situazioni, specie al via quando approfitta sia dello scatto lento di Massa sia del bloccaggio di Hamilton su Ricciardo. Stavolta Felipe ha capitalizzato meno del solito: una foratura lenta l'ha portato su una tattica a due soste che non ha permesso più del 9° posto finale, dietro a Nico Hulkenberg che ha fatto una mezza impresa gestendo per ben 44 giri le gomme ultrasoft e portando la Renault all'ottavo posto. Peccato che questo non sia servito contro le Force India, che ottengono un ottimo risultato: Sergio Perez conquista un ottimo 6° posto e oltretutto Esteban Ocon arriva poco più tardi (a 8"2) ottenendo un grande 7°. Così Perez scavalca in campionato Massa al 7° posto, e da parte sua pure Ocon può vantare il sorpasso su Hulkenberg e Magnussen in classifica generale, ora 10°.

Insomma, la competizione nelle retrovie (escludendo cioè i tre top team) resta ancora apertissima. Comprendendo anche il punto conquistato da Carlos Sainz che si trova 9° in campionato. Fuori dai punti invece Lance Stroll, peraltro "colpevole" di un testacoda iniziale, e gare poco commentabili per gli altri, a partire da Romain Grosjean e Jolyon Palmer che finiscono già alla prima curva (nessuna sanzione per loro, ma non è il miglior modo di dimostrare qualcosa) e finendo con Stoffel Vandoorne che è stato costretto a gestire dal primo all'ultimo giro (anche i consumi!) dopo i problemi che hanno addirittura impedito a Fernando Alonso di arrivare sullo schieramento. Lo spagnolo continua a ribadire la sua fiducia in McLaren-Honda invitando a lavorare, dimostrandosi così per quello che è: stoico.

GP di Russia: l'ordine di arrivo