Una candida ammissione che non ha fatto piacere ai promoter del Gran Premio di Malesia, quella di Bernie Ecclestone dopo il GP del Bahrain. Ovvero, sentirsi "responsabile" nei confronti di chi si è tuffato nell'avventura organizzativa di un Gran Premio di Formula 1 senza ottenere il prodotto promesso e i benefici economici sperati e, anzi, "spolpato" dalle esose richieste economiche della FOM. Il botta e risposta da Bernie Ecclestone e Rezlan Razali, direttore del circuito di Sepang, è proseguito a distanza nel week end di Sochi.

«Non capisco perché faccia questo tipo di dichiarazioni. Ha mostrato la più completa assenza di rispetto nei confronto di un fedele cliente degli ultimi 19 anni, credo, e per certi versi ci ha fatto passare per degli idioti. Ci siamo sempre lamentati dei costi troppo elevati e ogni anno abbiamo provato a negoziare per avere un miglior rapporto qualità-prezzo. Uscire con quel tipo di commenti è frustrante», la prima replica degli organizzatori del GP di Malesia, che hanoo deciso di rinunciare alla Formula 1 dal 2019. 

Da Sochi, Ecclestone non solo ha minimizzato l'incidenza dell'uscita di scena, ma ha fornito la conferma sulla permanenza di Singapore, un anno fa messa in dubbio proprio dall'allora padrone del Circus: «Non è affatto un colpo perdere la Malesia. Abbiamo Singapore. Se avessimo perso Singapore non sarebbe stato un bene, non l'abbiamo persa per cui è ok adesso, dopo che erano intenzionati a fermarsi».

Alla Reuters ha replicato anche alle parole di Razali e, se possibile, ha affondato il colpo ulteriormente: «Nessuno l'ha fatto passare per uno stupido, è difficile far sembrare la gente stupida. Se lo è, lo è. Hanno fatto un ottimo lavoro con le moto, si è innamorato delle corse di moto e con la MotoGP apparentemente ottengono guadagni. Con la Formula 1 non facevano soldi e quel che ho detto - e abbiamo parlato molto dei promoter - è che non abbiamo garantito il prodotto che hanno acquistato. Non è un nostro errore, non siamo noi a fare lo show. Ma per fortuna adesso, se la Ferrari continuerà a fare il suo e gli altri faranno lo stesso, avremo ottime gare e le cose allora dovrebbero migliorare parecchio per gli organizzatori, dovrebbero riuscire a vendere i biglietti».

Sterzi a parte: Le Mans '97, quando Alboreto fu Re della 24 Ore

Ha raffreddato anche la pista che lo voleva coinvolto direttamente nell'acquisto del circuito di Interlagos, per assicurare la continuità del Gran Premio del Brasile oltre la scadenza dell'attuale contratto, nel 2020: «Nessuna chance. Ho provato a trovare un accordo ma lì non è facile per nessuno. Ho incontrato il sindaco di San Paolo l'ultima volta che ci sono stato, mesi fa, e siamo stati d'accordo che quando ci sarà l'asta per vendere l'area manterranno il circuito».

L'editoriale: La bellezza dell'effetto sorpresa