Il programma di sviluppo Renault subisce un rallentamento. Il primo grande sviluppo dell'unità RE17, prospettato sin dallo scorso inverno in arrivo in Canada, dovrà attendere. I test condotti al banco non hanno ancora assicurato la piena affidabilità e Cyril Abiteboul sottolinea come sia un passaggio fondamentale da raggiungere prima di portare in pista la nuova specifica. In fase di presentazione del team, lo scorso febbraio, le ambizioni Renault relativamente ai passi avanti da compiere sul nuovo motore erano di ottenere un guadagno prestazionale pari a 3 decimi durante l'anno.

Sin dai test di Barcellona, tuttavia, l'assenza di affidabilità sul MGU-K ha costretto i tecnici a ripiegare sulla specifica 2016. Ora le difficoltà nel trovare la piena tenuta sugli sviluppi: «Vogliamo introdurlo prima della pausa estiva e sincronizzarlo, se possibile, con l'integrazione sulla power unit numero 3. E' un lavoro in corso d'opera e stiamo incontrando alcune limitazioni ma riteniamo che il concetto di propulsore introdotto quest'anno sia quello giusto», ha commentato Abiteboul ad Autosport.

Tutti i motorizzati Renault hanno già impiegato due unità termiche, ben tre MGU-H e MGU-K, invece, per Carlos Sainz. Considerata la rotazione del materiale e le piste in arrivo, la terza unità evocata da Abiteboul potrebbe giungere tra Azerbaijan e Austria, due circuiti - oltre il Gran Premio del Canada - sui quali il fattore power unit incide maggiormente.

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«Dobbiamo monitorare l'affidabilità del motore, l'ho detto in più occasioni. Sappiamo c'è una certa fragilità nel sistema che dobbiamo risolvere. Si è verificata in pista e al banco. Lo stesso accade per Honda, i problemi di affidabilità colpiscono il programma di sviluppo alla base ed è quello che al momento ci sta rallentando», ha proseguito, confermando le ambizioni di poter raggiungere il livello prestazionale di Mercedes e Ferrari in corso di campionato.

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