Week end di ricorrenze da celebrare con un risultato in pista finora assente, due piloti all'arrivo ed entrambi tra i primi dieci. E' l'obiettivo fissato da Paddy Lowe alla vigilia del Gran Premio di Spagna, che vuol dire per la Williams il traguardo dei 40 anni di storia. L'8 maggio 1977 iniziava a Jarama, allora sede del gran premio nella penisola iberica, l'avventura di Frank Williams e Patrick Head con la Williams Grand Prix Engineering, una March 761 e Patrick Nève al volante. La scuderia oggi naviga in quinta posizione nel mondiale Costruttori e può rivestire il ruolo di primo team dietro i grandi leggendo le prestazioni espresse.

E' mancata la costanza di rendimento e un po' di fortuna, come a Sochi, dove Massa è stato costretto a mollare un risultato consolidato, la sesta posizione, a causa di una foratura nel finale. «Arriviamo alla prima gara europea della stagione e segna una nuova fase del calandario, con il ritorno all'ambiente familiare dei motorhome e dei camion nel paddock. Per la prima volta, dopo il Gran Premio di Russia macchine e tutto il carico ha fatto ritorno in fabbrica da inizio marzo, quando vennero spediti alla volta dell'Australia», spiega Paddy Lowe.

La Williams FW40 già in Bahrain ha modificato parzialmente l'area davanti l'ala posteriore, una nuova T-Wing e l'eliminazione del profilo inferiore. Altra portata dovranno avere gli sviluppi destinati a Barcellona: «Normalmente assistiamo ai primi grandi aggiornamenti, quest'anno ancor più significativi visti i nuovi regolamenti. 

E' una pista che presenta una sfida impegnativa per le prestazioni della monoposto, specialmente sull'aerodinamica in curva 3 e curva 9 e sulle sospensioni nel terzo settore. Non abbiamo ottenuto tutti i punti che volevamo in Russia ma intravediamo il potenziale della monoposto, perciò l'obiettivo è di portare a casa due macchine nei punti in Spagna».

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Il contributo di Lance Stroll sarà essenziale e dovrà sfruttare l'occasione di una pista che conosce già per ottenere un primo risultato convincente: «Conosco bene Barcellona per aver disputato dei test in Formula Renault, Formula 3 e ovviamente con la Formula 1, ma non ci ho mai corso. E' una pista che amo, mi diverse il primo settore con le curve ad alta velocità 1, 2 e 3, anche curva 4 e 5. E' una sezione di pista davvero scorrevole, l'ultimo settore è più stetto, tortuoso e tecnico»

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