Fra i protagonisti del "primo tempo" nella conferenza stampa piloti del giovedì assieme a Vettel e Sainz, non poteva mancare Fernando Alonso. E infatti si inizia proprio con lui, chiedendogli cosa si aspetta di "portar via" da questo weekend: «Vedremo. Onestamente il nostro momento non è il migliore, ora come ora: le nostre prestazioni non sono state all'altezza nelle prime quattro gare. Non abbiamo concluso ancora un Gran Premio, almeno nel mio caso, quindi sicuramente il primo passo è quello di migliorare: finora non ci siamo riusciti, ma non dovrebbe essere difficile. E il secondo è capire quanto possiamo essere competitivi qui, su questa pista, che è piuttosto diversa rispetto alle ultime gare. Forse con gli aggiornamenti, che però tutti porteranno qui, potranno esserci dei cambiamenti. Poi c'è l'affidabilità: dobbiamo cercare di fare la nostra gara sperando di concludere con entrambe le macchine per poter accumulare un certo chilometraggio: ci sono varie cose che dobbiamo cercare di mettere a posto a partire proprio da questo weekend, per il resto della stagione. Quindi speriamo che questo sia il punto di partenza per un nuovo campionato per noi».

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In tema di affidabilità, si chiede come lui e il team abbiano affrontato la mancata partenza di Sochi, quando restò lungo il tracciato nel giro di schieramento: «A dire il vero non so ancora cosa sia accaduto esattamente - risponde Alonso - se non che abbiamo avuto un problema al sistema ERS nel giro di formazione. Ho provato a riavviare di tutto, ma nell'ultimo tentativo la macchina non è proprio ripartita. È stato davvero un peccato per noi come team non poter neanche partire in gara, prima con la macchina di Stoffel in Bahrain e poi con la mia in Russia. È qualcosa di totalmente inaccettabile. Come detto, dovremo cercare di mettere a posto le cose dal punto di vista dell'affidabilità».

Ovviamente anche stavolta si parla del suo prossimo debutto a Indianapolis fra un paio di settimane. Come sono andate le prove? «È stato effettivamente qualcosa di diverso, anche se me l'aspettavo: la macchina dà sensazioni diverse con il suo assetto asimmetrico, ti sembra meno normale. Devi cercare di adattare la tua impostazione mentale quando cerchi di affrontare soprattutto la prima curva, ma alla fine della giornata mi sono sentito più a mio agio. Sono anche riuscito a fare qualche cambiamento di assetto, perché il mio stile di guida richiedeva qualche aggiustamento, passo dopo passo ci arriveremo. Sono riuscito a trarre le prime sensazioni dalla macchina, ma credo che quando inizieremo le prime prove libere e cominceremo a girare con tutti gli altri piloti, spero di riuscire a sentire più fiducia, a prendere più confidenza e a capire cosa serve alla macchina e anche a me per essere pronto il 28 maggio. Mi aspettano due settimane molto intense, ma sono ottimista».

Senza cambiare troppo argomento, si ricorda che Fernando ha un'impressionante collezione di macchine, quelle che ha guidato nella sua carriera, e così gli si chiede se anche la monoposto di Indianapolis verrà aggiunta in futuro. «Sì, ci stiamo arrivando. Anche questa macchina sarà nel mio museo. Ogni macchina sulla quale sono salito, dal 2004 in poi, è stabilito per contratto che poi la potrò mettere nel mio museo, e questa non fa differenza», spiega Alonso.

Passando a un argomento più delicato per lo spagnolo, in cui però stavolta si intrattiene più del solito, gli si ricorda che in un'intervista ha detto che l'anno prossimo sarà sicuramente ancora in F1, con la McLaren o con qualunque altro team. Quindi potrebbe considerare di tornare anche in Ferrari? «Ho detto a inizio anno che questa è l'ultima stagione per il contratto attualmente in vigore, con la McLaren. Quindi dovrò riflettere un po', ma dopo l'estate. Questo è un periodo un po' impegnativo, con la Indy 500 e il resto. Sarà dopo l'estate che comincerò a concentrarmi su cosa fare l'anno prossimo, se sarà il momento di pensare a nuove sfide e lasciare la F1, o se la F1 mi darà l'opportunità di vincere il campionato, che è il mio obiettivo principale. Sono molto aperto a qualunque soluzione. Credo che con le macchine e le regole di quest'anno, le monoposto siano belle da guidare e che in un certo senso la F1 sia "tornata". Si rivedono potenza, efficienza, velocità in curva: cose che mancavano negli ultimi anni. Le macchine hanno un bell'aspetto, con queste gomme grandi. Mi piace questa F1, quindi la mia priorità è correre qui, anche l'anno prossimo. Ma non soltanto correre: io voglio anche vincere. Ora non ho più obblighi con la McLaren. Sono contento del mio team, però non stiamo vincendo. Se da qui a settembre-ottobre vedrò una chiara possibilità di vincere nel 2018, sarò più che felice di stare all'interno di questo team. Ma se non sarà questo il caso, sarò pronto a parlare con tutti gli altri».

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Approfittando di questo momento in cui Alonso è meno trattenuto sull'argomento, gli si ricorda che sono passati alcuni mesi da quando ci sono stati alcuni cambiamenti sostanziali all'interno della squadra. Dunque, cosa ha apportato l'arrivo di Zak Brown, quali cambiamenti di mentalità ci sono stati, e cosa pensa serva per riportare la McLaren al vertice? «Sicuramente ci sono grandi differenze - risponde Alonso - però non c'è una soluzione particolare, una bacchetta magica che possa riportare il team al successo. Credo che Ron abbia vissuto un passato fantastico, ottenendo successi straordinari; ora con Zak le cose sono un pochino più aperte, diciamo. All'interno del team, ma anche per chi come voi sta all'esterno della squadra. Ora potete approcciare la McLaren in modo diverso da un punto di vista commerciale ma anche da quello tecnico. Credo che la più grande differenza rispetto al passato sia l'approccio di Zak nei confronti del brand: vuole allargare il nome della McLaren in settori diversi. L'abbiamo visto con la 500 Miglia di Indianapolis, e non credo che sia una cosa solo di quest'anno, credo che la McLaren parteciperà a questa gara anche in futuro. Credo che sarà anche alla 24 Ore di Le Mans, in futuro, come hanno già fatto anche in passato. Questo è forse il più grosso cambiamento di Zak all'interno della McLaren, ovvero non concentrarsi soltanto sulla F1 ma come team di corse in varie categorie. Questa è una cosa importante, e ancora più importante è vendere le macchine».

Insistendo sulla situazione McLaren dal punto di vista motoristico, cosa sceglierebbe Fernando se potesse decidere sul propulsore? «Non posso rispondere: ovviamente ognuno vorrebbe sempre il motore migliore. Ma McLaren e Honda hanno un rapporto di collaborazione molto serio. Per ora le cose non stanno andando come vorrebbero, ma tutti si stanno impegnando e credo che questa partnership durerà a lungo. Certo devono trovare il modo di ottenere più potenza, in modo da lottare già quest'anno per qualcosa di meglio». 

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