Oltre che una fantastica prima fila, Sebastian Vettel è stato oggi protagonista anche di un "caso-motori". Sulla sua "Gina" sono stati cambiati due volte i propulsori. Come e perché non si era capito tanto bene durante la fase diretta di qualifica e la vicenda ha ingenerato diversi equivoci. Vediamo di fare chiarezza.

Vettel ha usato nelle libere 1 e 2 di venerdì il vecchio motore delle prime quattro gare (usato dal GP Australia al GP Russia). Poi per la gara di Barcellona la Ferrari ha deciso di ruotare i propulsori e montare il motore (termico) numero 2. Un motore fresco per affrontasse una gara al caldo e stressante. Mossa compiuta peraltro anche dalla Mercedes. Poi il motore 1, che secondo le tabelle deve durare cinque gare, sarebbe stato riutilizzato a Montecarlo, pista che notoriamente non sollecita i propulsori.

Il motore n.2 è stato dunque montato sulla SF70H di Vettel nella serata di venerdì. Ma al sabato mattina, dopo pochissimi giri di prove libere, Vettel è stato fermato per una perdita d’acqua. Non se ne capiva l’origine e i dati di funzionamento sembravano a posto. Ma per precauzione si è deciso di interrompere le libere qualche minuto prima dello scadere e sostituire a titolo precauzionale il propulsore per verificare con calma in fabbrica se ha riportato conseguenze. Anche perché non era facile individure la perdita e risultava così più rapida la "semplice" sostituzione. A Vettel è stato così montato nuovamente il vecchio motore, il propulsore n.1, assieme a nuovi turbo e MGU-H. Ed è con quel motore che Seb ha affrontato le qualifiche. Nessuna penalità perché il regolamento prevede che si possa fino al momento delle qualifiche ruotare i motori sulle macchine, finché non si oltrepassa la quarta unità punzonata (nel 2017 sono 4 i motori permessi in una stagione prima di incorrere in penalità).

Il cambio motore è stato un miracolo computo da parte della squadra Ferrari. E Vettel li ha pubblicamente ringraziati, sia via radio in prova che a fine qualifiche. «Un lavoro incredibile. Normalmente i vogliono dalle 3 alle 4 ore per cambiare un motore - ha spiegato Sebastian - invece la squadra l’ha fatto in meno di due ore e alle 14 ero pronto a scendere in pista. È stato incredibile vedere come tutta la squadra si affannava dietro alla mia macchina: anche i meccanici di Kimi hanno dato una mano e c'era una parte del box (quello di Kimi, ndr) praticamente vuoto con uno o due meccanici e l’altro pieno zeppo di gente che lavorava attorno alla mia macchina. Ce l’abbiamo fatta e la prima fila è merito tutto loro». Vettel e Raikkonen hanno anche sostituto il kers, ma quello faceva parte di una normale rotazione dei componenti.