«Un week end difficile». Valtteri Bottas sintetizza al meglio la sua tre giorni spagnola, iniziata bene in pista, al venerdì, prima di un'appendice tristemente profetica a sera, preludio dei guai alla power unit che si sono riversati sul sabato e, indirettamente, causato il ritiro in gara. Un susseguirsi di eventi che ha condizionato fortemente il Gran Premio di Spagna della W08 numero 77. Resta l'utilità evidente, il contributo offerto alla vittoria di Hamilton, nel frangente in cui ha rallentato Vettel, allungando lo stint iniziale e con un margine buono per stare comunque davanti a Daniel Ricciardo.

Il motore impiegato da Melbourne a Sochi, però, lo ha costretto al ritiro e sin dal post-qualifiche Valtteri aveva individuato nella power unit vecchia un punto di debolezza per inseguire la pole. «Abbiamo avuto problemi sin dalle prove libere, quando ho dovuto ripiegare sul vecchio motore al sabato mattina. In gara la rottura e ancora non sappiamo molto sulle cause. Sapevamo sarebbe stato un rischio tornare alla vecchia power unit in termini di chilometraggio ma credevamo sarebbe stato possibile fare una gara in più», commenta Valtteri, mai nelle condizioni di poter seguire Hamilton e Vettel in avvio gara. 

«Mi sentivo bene, è stato l'inizio dello stint a essere problematico, non avevo passo sufficiente e abbiamo cambiato strategia, provando a passare a una sola sosta ed è per questo che giravo lentamente a un certo punto. Avrebbe potuto pagare senza i due davanti, che hanno quasi fatto il secondo pit "gratis" con la virtual safety car», ha raccontato a caldo.

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Il ritiro incide sulla classifica iridata, dove accusa 35 punti di ritardo da Hamilton e 41 da Vettel, guardando al collettivo, al risultato di squadra, aggiunge: «Perlomeno abbiamo ottenuto più punti della Ferrari nonostante il ritiro. Avremmo dovuto essere entrambi sul podio, è sempre deludente quando non riesci a concludere un gran premio ma dovremo tirarci su e guardare avanti». L'episodio al primo giro, l'incidente con Raikkonen e Verstappen  è stato derubricato dai commissari e dai protagonisti a scenario di gara: «alla prima curva c'era poco spazio, ero partito bene ma non sapevo dove andare, ho provato a evitare la collisione ma ho toccato Kimi».

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