Non è avvio record, ma si avvicina parecchio. Il 2017 di Force India procede spedito e la serie positiva di arrivi a punti con due macchine si protrae dal Gran Premio del Messico dello scorso anno. Perez e Hulkenberg allora nella top ten, Perez e Ocon oggi. E se il rendimento di Perez, conferma di un pilota maturo, era prevedibile, da Ocon probabilmente non ci si aspettava la costanza di risultati mostrata finora. Il 5 ottobre prossimo saranno 10 anni dall'inizio dell'avventura di Vijay Mallya in Formula 1, quando subentrò alla Spyker affiancando Michiel Mol e trasformando la scuderia con licenza olandese in Force India l'anno successivo.

Bravi a raccogliere le opportunità offerte a Barcellona, tra ritiri e vicissitudini occorse in partenza - vedi Massa - non deve passare in secondo piano il lavoro dell'area tecnica diretta da Andy Green. Si deve risalire al Gran Premio di Gran Bretagna del 2015 per individuare la svolta che permise di prodursi in un'eccellente seconda parte di campionato allora, slancio proseguito in un 2016 di transizione, iniziato male e svoltato proprio dal week end al Montmelò di 12 mesi fa. L'intelligenza di programmare la transizione tecnica che poteva costituire un brusco risveglio per una scuderia dalle limitate possibilità economiche, tanto più dopo aver ottenuto il miglior risultato della sua storia, il quarto posto nel mondiale Costruttori.

La VJM10 regge bene il confronto sul piano puramente prestazionale, al netto di alcuni passaggi a vuoto in qualifica sofferti da Perez in Bahrain e Ocon in Cina. Su una pista completa qual è Barcellona e alla prima fase del campionato nella quale produrre importanti aggiornamenti, nel pacchetto di scuderie a ridosso dei top team sono stati i migliori, doppia presenza in Q3 contro gli exploit solitari di Alonso e Massa. 

Il bottino dopo cinque gare è di 43 punti, non lontanissimo dal sorprendente 2014 da 57 punti, annata del primo podio in Bahrain con Sergio Perez a distanza di 5 anni dall'exploit di Giancarlo Fisichella a Spa-Francorchamps. Va analizzato alla luce delle diverse condizioni tecniche presenti nel 2014 il risultato attuale. Allora, il gap tra le power unit - agli albori della nuova era turbo ibrida - era molto più marcato di quanto non lo sia oggi e Force India beneficiò fortemente della fornitura Mercedes; oggi, oltre al motore c'è di più.

Sarà difficilissimo, al limite dell'impossibile, continuare l'ascesa ininterrotta che da tre stagioni caratterizza il rendimento della Force India, sesta nel Costruttori e fine 2014, quinta nel 2015, quarta nel 2016. Confermarsi con margine sugli inseguitori e provando a ridurre il gap dai big, rappresenta il risultato massimo auspicabile. Ai grandi risultati sportivi si contrappone una situazione societaria difficile, iniziata anch'essa nel 2014, con i guai legali del socio di Vijay Mallya, Roy Subrata, del colosso indiano Sahara India Pariwar, entrato nella proprietà del team con il 42,5% nel 2011, quota allora paritaria a quella di Mallya. Quest'ultimo deve fare i conti con la giustizia, confinato in Gran Bretagna dallo scorso anno, recentemente arrestato e scarcerato dietro cauzione, si trova dinanzi alla richiesta di estradizione avanzata dall'India per reati di frode e corruzione passati in giudicato in patria. 

Un grave stato di incertezza pende sul futuro, tanto da aver dato corpo alle indiscrezioni di un possibile interessamento all'acquisto del team da parte di Ecclestone e David Brabham, prospettiva sulla quale Ecclestone, ai microfoni di Sky Sport UK, ha scherzato con Martin Brundle in Spagna: «Ci abbiamo fatto un pensiero, tieniti pronto perché ci servirà un pilota»

 

Prossima tappa, Montecarlo. Fu podio 12 mesi fa, ancora Perez. Ma sarà anche l'occasione per misurare un Esteban Ocon finora impeccabile. In vista c'è il record di punti con la scuderia, attualmente di Nico Hulkenberg a quota 289, seguito da Perez a 272 in 63 gran premi (78 per Nico). Storia che dal 1991 ha in Silverstone la sede dalla quale sono transitate quattro realtà, due meteore nell'intervallo compreso tra gli inizi della Jordan (1991-2005) e l'odierna, brillante fase. La Midland a capitali russi rilevò la scuderia nel 2006, senza lasciar traccia positiva, se non per aver lanciato nel ruolo di direttore tecnico James Key; poi fu la volta della Spyker nel 2007 e da lì al consorzio Orange India, Mallya-Mol, che diede vita all'attuale scuderia nell'ottobre di quell'anno e ottenne il primo podio Force India nel Gran Premio del Belgio 2009 con Fisichella, secondo alle spalle di Raikkonen. Fu l'ultima uscita di Giancarlo con il team prima di chiudere quella stagione con la Ferrari, sostituendo Felipe Massa, protagonista dell'incidente in Ungheria.