La storia da libro Cuore di Thomas, un maggior coinvolgimento del pubblico, il protocollo diverso delle interviste ai migliori tre della qualifica in pista, anziché rinchiusi in sala stampa. I primi tentativi di avvicinarsi maggiormente ai tifosi prodotti dalla Formula 1 in Spagna hanno lasciato belle sensazioni, una boccata d'aria fresca. Primi dettagli, tanto altro potenziale inespresso da sviluppare. Sean Bratches lavorerà sul versante commerciale, a quello sportivo dovrà pensarci Ross Brawn.

Si è spesso parlato della necessità (?) di gare più corte. Si è detto che una gara di oltre un'ora e mezza dovrebbe lasciar spazio a nuovi format, due gare brevi, ad esempio. Più che la durata in sé, il problema è quel che accade in quei 90 minuti. Gare che vorresti non finissero mai per l'azione e le emozioni che regalano. Qualcosa che va oltre il semplice elemento del sorpasso. 

«Mi piace la tradizione della gara, credo che un'ora e 40, un'ora e 45 sia una durata ottima. E' quel che è sempre stato tradizionalmente e credo vada bene. Alcuni dicono che dovremmo avere gare più corte perché oggi la soglia d'attenzione del pubblico è più corta. Beh, con le moderne tecnologie si può  impacchettare lo sport in qualsiasi modo la gente vuole guardarlo», commenta Ross Brawn. 

«Quel che dobbiamo fare è sviluppare lo sport in modo che ci sia maggior intrattenimento possibile in quell'arco di tempo». Nei mesi scorsi, il direttore generale Motorsport di Formula One Group aveva paventato la possibilità di "sperimentare" novità destinate a essere introdotte nella struttura del campionato con una gara-esibizione, non valevole per il mondiale. Un desiderio, quello di Brawn, che ribadisce la necessità di sviluppare la Formula 1 costantemente. Riportando la categoria a una monoposto, piuttosto che versioni "B" servono gli aggiornamenti gara per gara: «Non ci sarà una rivoluzione improvvisa in Formula 1 con l'arrivo di un gran cambiamento che renderà tutto migliore. Sarà un processo costante. Fintanto che non avremo la piena consapevolezza della strada verso la quale dovrebbe dirigersi lo sport per cambiare, non modificheremo nulla degli aspetti principali, sarebbe troppo rischioso»

Nel 2016 montò il malumore degli appassionati per la sovrapposizione del Gran Premio d'Europa a Baku con la conclusione della 24 Ore di Le Mans. Il desiderio, allora, di Ecclestone di ribadire la supremazia della Formula 1 su un mondiale Endurance in gran spolvero. Si è rimediato a quella concomitanza di date, oggi. Altro ancora si può fare per razionalizzare i calendari, non solo tra specialità del motorsport a quattro ruote - stante la disponibilità di un numero finito di week end durante l'anno -: «Non siamo troppo orgogliosi da non consultarci con altri campionati e trovare il miglior modo di procedere. E' difficile destreggiarsi tra le date e non riesci sempre a ottenere quel che vorresti, ma perlomeno abbiamo un dialogo per provare a far funzionare le cose», ha confermato Brawn, incontratosi con Carmelo Ezpeleta, capo della Dorna, che gestisce il lato commerciale della MotoGP. 

L'editoriale: Orgogliosi di questa Formula 1