Cambia look la Haas VF17 al Gran Premio di Monaco. Non sarà una livrea one-off, come spesso si è visto nel Principato - maestri, in tal senso, Red Bull e prima ancora Jaguar - bensì una rivisitazione destinata a caratterizzare la monoposto per l'intera stagione. Si riduce notevolmente il rosso, fino quasi a sparire, sostituito dal grigio chiaro: sul musetto e ai lati del cockpit, sulle paratie verticali dell'ala anteriore e posteriore. 

«Con le modifiche alle dimensioni dei numeri e al loro posizionamento, abbiamo studiato come rendere tutta la monoposto un po' più visibile in pista», ha aggiunto Guenther Steiner. Visibilità dei numeri che è costata alla Force India una multa, sospesa, di 25 mila dollari nel week end di Barcellona; il team è corso ai ripari modificando la posizione e portando i numeri sul musetto, dalla parte superiore del cockpit.

Haas spera in un arrivo a punti a Montecarlo, week end lungo come consuetudine, in pista dal giovedì, quest'anno con l'attenzione e la curiosità, maggiore del solito, su quel che accadrà a Indianapolis e il risultato che riuscirà a ottenere Alonso: «Credo sia bello per il motorsport, perché è una storia interessante. Spero faccia bene, lo merita, è uno dei migliori in Formula 1 e può far bene. Ha il talento per riuscirci, non ci sono dubbi. Non credo riuscirò a seguire la gara, visto che sarò in volo, se non forse nella battute finali. Gli auguro buona fortuna», ha commentato il team principal. 

Le scelte operate in vista del gran premio sui set di gomme disponibili hanno registrato una convergenza diffusa sulla specifica ultrasoft, 10 treni in casa Haas, 2 di supersoft e uno solo di soft: «A Monaco anche la ultrasoft è troppo dura. Ci servirebbe una specie di mega-soft, ma non c'è e dovremo far funzionare le ultrasoft. Di sicuro la soft non verrà usata molto e anche la supersoft sarà troppo dura», anticipa Kevin Magnussen.

Aderenza cruciale per costruire la velocità dal giovedì al momento decisivo della qualifica. Una pole a Monaco equivale a mettersi in tasca il 90% di chance di vittoria in gara, essenziale limare ogni millimetro tra i marciapiedi dalla Q1 alla Q3. Il pilota può ancora metterci del proprio e fare la differenza, quanto può valere? «E' una pista da pilota sì, ti serve però fiducia nella macchina, se non ti assicura aderenza non riesci ad averla, non puoi spingerti al limite ed ecco che non fai la differenza. Si tratta di trovare quella sintonia più intima tra macchina e pilota.

Brawn e il triumvirato tecnico della F1

Superare è quasi impossibile, a meno di non prendersi grandi rischi, nel qual caso puoi trovarti a passare qualche ora dai commissari dopo il gran premio. La qualifica è il momento chiave. E' una di quelle gare in cui le possibilità di sorpasso sono molto basse e serve che accada qualcosa per risalire se ti trovi in fondo».