A podio grazie a un colpo di strategia ben riuscito e grazie alla defezione di Lewis Hamilton dalle posizioni di testa a Montecarlo. Altre prospettive in casa Red Bull guardando al prossimo appuntamento, a Montreal. Dolce in passato con Ricciardo, interessante 12 mesi fa per il confronto Verstappen-Rosberg e una quarta posizione da non buttar via, seppur a oltre 53 secondi di ritardo da Hamilton. Il Gran Premio del Canada inaugura una sequenza di gare sulla carta ostiche per la RB13. Pista da motore, Montreal. Ma non solo.

Gran peso alle doti di trazione e la stabilità in frenata, alla capacità di danzare svelti tra i cordoli. Temi cruciali, sui quali peseranno i cavalli della power unit. Intorno al Canada si è sviluppato quello che da Renault è stato indicato come un errore di comunicazione da parte di Red Bull, a individuare in Montreal l'appuntamento nel quale sarebbe stata disponibile la power unit evoluta; esordirà prima della sosta estiva, come ha genericamente indicato Cyril Abiteboul: Baku o Zeltweg gli appuntamenti papabili. 

Consapevole del deficit di potenza, Horner ha anticipato: «Sono un po' preoccupato dal Canada e da Baku, sono sfide completamente diverse da Monaco. I prossimi tre circuiti saranno davvero difficili per noi, Canada, Baku e l'Austria: rappresentano le sfide più grandi dell'intero calendario, Monza a parte.

Se riusciremo ad andar bene nei prossimi tre appuntamenti, allora saremo più competitivi nella seconda metà del campionato, visti gli sviluppi in arrivo».

Determinato a far bene, Daniel Ricciardo: «Amo il Gran Premio del Canada, è proprio il mio di tipo di pista. Un altro cittadino sul quale avvicinare i muri,  ho vinto una volta ed è stato un gran divertimento sia in pista che fuori», racconta ricordando il trionfo del 2014, prima vittoria in carriera. «E' un circuito difficile da interpretare correttamente: pur non essendoci molte curve, sono tutte complesse. Sarebbe grandioso poter tornare sul podio, lo scorso anno sono state giornate freddissime, speriamo sia più caldo quest'anno»

Edizione del cinquantenario, quella alle porte e Circuit Gilles Villeneuve che si è rifatto il look per l'occasione, con la modifica più importante, in termini di impatto sulla guida, concentrata nella diversa angolazione del muretto in uscita dall'ultima variante, il Muro dei Campioni. Là dove Nico Rosberg provò l'attacco su Max Verstappen nel 2016, sfida avvincente nella quale Nico non riuscì ad avere la meglio e finì in testacoda nel tentativo di sorpasso.

«Uno dei miei punti preferiti è anche uno dei più difficili, l'ultima chicane. Arrivi in staccata a velocità molto elevate e con i freni freddi. E' difficile centrare questa curva, lo scorso anno fu una bella lotta con Nico ed è sempre bello quando finisci davanti», ricorda Max.

«Devi fare attenzione in uscita a non  toccare il muretto in uscita perché può danneggiarti il cerchio. Come al solito le monoposto girano con un carico aerodinamico leggermente più basso in Canada e questo comporta una macchina un po' più instabile in frenata, ma quest'anno abbiamo più grip perciò dovrebbe essere un po' più agevole per tutti».