Confermare la tendenza recente anche in Canada avrebbe, se non del miracoloso, qualcosa di molto simile. McLaren-Honda nella top ten in qualifica a Barcellona e Montecarlo, incoraggiata dalla correlazione dei dati tra simulazioni in fabbrica e pista, eppure, Montreal potrebbe ricacciare indietro la MCL32. Pista da motore, servono cavalli e una power unit efficiente. I passi avanti compiuti da Honda basteranno? Un anno fa, "buon" decimo Alonso in qualifica, 12mo Button: non un risultato da buttare e confermarlo sabato prossimo avrebbe un peso maggiore, prolungherebbe la striscia positiva inaugurata in Spagna. 

«La configurazione del tracciato rende il Circuit Gilles Villeneuve molto esigente sulla potenza e la velocità massima in rettilineo. Non sarà una pista adatta alla nostra macchina quanto le curve lente e tortuose di Monaco, ma sono emozionato all'idea di tornare sulla MCL32 e in pista, stavolta senza dover girare unicamente a sinistra», ha commentato Alonso. 

C'è quantomeno curiosità per valurtare i progressi McLaren su un circuito diametralmente opposto a Monaco e Barcellona. I commenti positivi all'interno del team andranno trasformati in risultati, quello malamente mancato da Vandoorne nel Principato. 

«La Indy 500 è stata un'esperienza incredibile, sono pronto a tornare al mio lavoro e correre di nuovo in Formula 1. Mi sono sempre divertito in Canada, il circuito è unico ed esigente su macchina e pilota, una vera pista per racers. Mentre ero a Indy mi tenevo aggiornato sulle notizie da Monaco, sia Stoffel che Jenson hanno avuto riscontri positivi su aggiornamenti e affidabilità, spero continueremo ad assistere a un miglioramento in Canada», ha aggiunto Alonso. 

Potenza pura, recupero energetico, sviluppo della potenza elettrica e consumi sono gli aspetti chiave per la prestazione a Montreal sul fronte power unit, che anzitutto dovrà reggere l'intero week end senza sostituzioni. Caratteristiche da abbinare a quelle telaistiche, alla stabilità in frenata e un'efficace neutralizzazione dei passaggi sui cordoli. «Senza dubbio c'è stato un miglioramento sul telaio grazie agli aggiornamenti ai quali ha lavorato il team gara dopo gara, vedremo come si tradurranno in Canada, pista molto diversa.

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Per me sarà un appuntamento del tutto nuovo, non avendo mai corso a Montreal, ma ho girato a lungo al simulatore. Sarà un'esperienza completamente diversa da Monaco in termini di preparazione e assetto, su una pista dura e sulla quale è essenziale un'elevata concentrazione», le parole di Vandoorne. 

L'editoriale: Un duello tra passato e futuro