Elio aveva deciso fin da piccolo che quella del pilota sarebbe stata la sua vita, aveva studiato per farlo e aveva coronato il suo sogno. Era arrivato ed era felice prima che il destino lo portasse via”. Così Giovanni Malagò, Presidente del Coni e amico di infanzia di De Angelis, ha tratteggiato il suo ricordo del pilota romano che morì a Marsiglia nel il 15 maggio 1986, un giorno dopo il grave incidente nella sessione di prove libere “private” al Paul Ricard, con la problematica Brabham BT 55 a cui si staccò l’ala posteriore. Malagò ha aperto la presentazione della terza edizione del “Memorial Lodovico Scarfiotti”, tenutasi a Roma nel Salone d'onore del Coni, che si correrà nel weekend 16-17 giugno e sarà dedicato proprio alla memoria di De Angelis.

Molto commosso anche il ricordo di Giancarlo Minardi che aveva portato De Angelis in Formula 2 e che era quasi riuscito a metterlo sul sedile della Ferrari in F1 “Quando Gilles Villeneuve ebbe l’incidente in Giappone nel 1977 con la Tyrrell a 6 ruote di Peterson – ha raccontato Minardi - Enzo Ferrari decise di far valere un diritto di opzione che io avevo inserito nel contratto di Elio. Lo fece provare in pista a Fiorano e lui andò più forte dei piloti ufficiali. Lo richiamò a Maranello per ingaggiarlo ma il padre Giulio non cedette, dopo un pomeriggio intero di tesissime negoziazioni. Ferrari voleva prima fargli fare due gare con la Surtees, una macchina pessima, ma il padre non cedette perché non voleva esporlo a brutte figure”.

Infine, a Roma c’era anche Jean Alesi, arrivato nella Capitale per omaggiare il “suo” eroe De AngelisPer noi che correvamo in Formula 3, chi faceva la F1 era una specie di dio in terra ed Elio era uno dei miei idoli. Per questo ho deciso di mettere i suoi colori sul mio casco e mio figlio che ha iniziato a correre da poco ha fatto la stessa cosa".