Un digiuno che si protrae da 11 edizioni e 12 anni, quello Ferrari in Canada. La vittoria manca dal 2004, ultimo trionfo, il settimo a Montreal, del Kaiser Schumacher. L'occasione è buona per mettere fine a un periodo di rinunce sull'Isola di Notre Dame, tornare sul gradino più alto del podio, tanto più dopo aver interrotto un'altra lunga dieta a Montecarlo. 

Macchina, piloti, fiducia nei propri mezzi sono quelli giusti per presentarsi in pista da venerdì e costruire una tre giorni da protagonisti. Nell'albo d'oro vanno ridotte le lunghezze dai 13 successi McLaren, 11 affermazioni ferrariste collezionate soprattutto nell'era Schumacher. 

Una sequenza inaugurata nel 1997, con un prologo rimasto nella storia: l'edizione 1995 di Jean Alesi, a coronare finalmente il sogno della prima vittoria in Formula 1. Anche allora si interruppe una serie negativa della Ferrari a Montreal che durava da 10 anni, dal 1985 di Michele Alboreto. E Jean, intervistato da Autosprint (sul numero in edicola i ricordi di quell'11 giugno), non ha dubbi: «A Montreal vedo ancora una volta favoritissima la Ferrari, perché si tratta di una monoposto che ha come fiori all'occhiello la trazione ottimale e un'eccezionale stabilità in frenata, due caratteristiche che in un tracciato come Montreal sono decisive. Per questo vedo alla grande il Cavallino Rampante sulle Frecce d'Argento»

Il ruolino di Vettel e Raikkonen in Canada dice appena una vittoria a testa - 2005 Kimi, 2013 Seb - motivo in più per aggiornare le statistiche domenica, ancora meglio se già dal sabato, con una pole Ferrari che manca dal 2001. Montecarlo è alle spalle, la Partita del Cuore disputata a Torino subito dopo la gara nel Principato ha restituito un Raikkonen sorridente e goleador. Su quanto accaduto in gara nel Principato, Alesi non ha dubbi: «Ero a Monaco in griglia di partenza tra le Rosse di Raikkonen e Vettel e mi sentivo in estasti. Ragiono da puro tifoso e dico che vedere una SF70H così competitiva è la cosa più eccitante che un race fan potesse immaginare.

GP Canada, trionfi e tragedie a Montreal

Poi, certo, a Montecarlo ci sono state cose che hanno fatto discutere a fine gara tra gli appassionati, ma io la realtà l'ho vista e vissuta da dentro e posso dire che in Ferrari Kimi è molto amato, è percepito come una gran bella persona e un suo trionfo monegasco avrebbe fatto tantissimo piacere a tutto il team. 

Vettel è in gradissima condizione ma anche Kimi è messo molto bene e sono assolutamente certo che prima della fine della stagione proverà la gioia di una sacrosanta vittoria».

Montreal, storie dal Muro del Pianto