Un mese fa appena Fernando Alonso confidava nel passo avanti che da Montreal sarebbe stato possibile compiere per McLaren con l'arrivo della nuova power unit Honda. Quell'aggiornamento non ci sarà, slitta e le continue difficoltà del motorista portano Zak Brown a uno sfogo (l'ennesimo a Woking) sull'insostenibilità della situazione. Parla di un bivio sulla strada della collaborazione tra McLaren e Honda, vissuta finora su ricordi di un passato glorioso, contenuti irrilevanti dinanzi alla sfida tecnica e la necessità di parlare attraverso i risultati.

«Honda sta lavorando duramente ma sembra si siano persi. Ci è stato detto solo di recente che non avremmo avuto l'aggiornamento in programma per Montreal... e non abbiamo una precisa programmazione, il che è preoccupante perché le difficoltà sono grandi e non possiamo attendere in eterno», sbotta Brown, intervistato dall'agenzia Reuters.

«Aspettavamo con impazienza questo aggiornamento, così come lo aspettavano i nostri piloti ed è una grande delusione non averlo. Non si tratta di una mancanza di impegno, ma sono in difficoltà nel mettere tutto insieme». Affidabilità, prestazione, efficienza: con tutta la ragionevole attesa e il tempo necessario per venire a capo di una complessa sfida tecnologica, il divario rispetto ai motoristi concorrenti resta anno dopo anno eccessivo.

Non è più un team vincente dal 2012, la McLaren. Una constatazione che non incide unicamente sul palmares, ma si trasforma in evidenti perdite economiche sul fronte dei premi pagati dalla FOM. Si dirà: il supporto Honda (rumors indicano in 100 milioni di dollari il contributo economico, fornitura delle power unit a parte) è un'importante stampella finanziaria. Zak Brown, in merito, dà un'altra chiave di lettura: il valore delle sponsorizzazioni mancate in ragione delle mediocri prestazioni in pista riduce il peso del contributo Honda. 

«Il comitato esecutivo ci ha dettato degli ordini, nella speranza di non fare un altro anno come questo. Non voglio specificare quali alternative abbiamo, la nostra preferenza va nella direzione di vincere il mondiale con Honda, ma a un certo punto devi prendere una decisione e chiederti se questo traguardo è raggiungibile. Abbiamo serie preoccupazioni. Ci vorrà molto tempo, mancando questi aggiornamenti, e non avendo garantito il livello promesso quelli introdotti», spiega Brown.

Nei mesi scorsi è circolata con insistenza la voce di un divorzio da Honda (rumors indicavano già a campionato in corso la separazione, uno scenario altamente improbabile) per diventare, McLaren, cliente Mercedes. Discussioni realmente intavolate, come quelle di un supporto esterno Mercedes a Honda, per supportare il recupero (prospettiva sulla quale altri team si sono pronunciati in senso contrario, vedi Force India). Le ultime dichiarazioni di Brown prospettano un termine entro il quale decidere quale futuro dovrà costruirsi McLaren: 90 giorni e il dado sarà tratto. 

«Siamo giunti al limite. Tutto si comporrà, molti fattori entrano nella decisione e ci stiamo avvicinando al punto in cui devi decidere quale strada imboccare quando sei a un bivio. L'idea di una collaborazione esclusiva (dal 2018 Honda fornirà le power unit anche al team Sauber al posto di Ferrari; ndr) è stata corretta al 100%, finora però non ha funzionato. Un anno in Formula 1 è un'eternità, tre anni equivalgono a un decennio e non può proseguire per sempre».

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