Inizia con un brivido, un errore che avrebbe potuto metter fine al Gran Premio del Canada di Kimi Raikkonen già in uscita della seconda variante, in avvio di gara. Si conclude con codici da battaglia navale: «DDC7 ON», il primo tentativo di Dave Greenwood. Nulla da fare. «DDA42 ON». Ok, affondata la minaccia. La Ferrari SF70H riesce a tagliare il traguardo, senza freni, come spiegherà Kimi nel dopogara di una corsa difficile, ma comunque con un magro bottino di punti all'attivo. 

Pronti, via e dalla seconda fila perde due posizioni, Raikkonen: «Ho avuto problemi di pattinamento alle gomme e per questo ho perso qualche posizione. Da quel momento la mia gara non è stata facile», spiega. Alla ripartenza, dopo la neutralizzazione con l'ingresso della safety car, il momento che avrebbe potuto metter fine alla gara: va oltre il cordolo in uscita di curva 7, passa sull'erba, nei pochi centimetri prima di trovare il muro. Evitato, ma costa un'altra posizione, superato da Sergio Perez. 

«Nei primi giri ho fatto molta fatica, non era facile sorpassare. Abbiamo deciso a quel punto di cambiare strategia e passare a due soste, per cercare una maggiore prestazione con gomme fresche. Stavamo andando bene e ci apprestavamo a riprendere le vetture davanti, ma un problema ai freni ci ha impedito di sfruttare il vantaggio di prestazione», l'analisi di Raikkonen. 

Il lungo in staccata all'ultima variante, con Vettel alle spalle, suona il campanello d'allarme sui freni. Tempi che si alzano fino all'1'20", oltre 5" più lento del passo che teneva in precedenza. I dubbi sulla possibilità di portare a termine la gara e il fitto conciliabolo via radio con il suo ingegnere di pista per modificare i parametri della monoposto e provare a restare davanti a Nico Hulkenberg (1"7 di margine sotto la bandiera). 

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«Negli ultimi dieci giri ero praticamente senza freni; è un vero peccato, ma almeno siamo riusciti a portare a casa la macchina e prendere qualche punto. Non è stata una giornata facile, ma ogni tanto va così. Se questa è la nostra giornata negativa, dobbiamo prenderla com’è e andare oltre», aggiunge. Dopo l'exploit monegasco, una prestazione in Canada opaca da parte di Kimi, che nel mondiale Piloti scivola a 68 punti da Vettel, a 20 da Bottas (terzo) e deve guardarsi da un Ricciardo a 6 lunghezze appena di ritardo, con ben altra artiglieria a disposizione. A Baku urge un ritorno allo stato di forma monegasco.

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