Va capito. Il 2017 era stato disegnato come l'anno in cui avrebbe lottato al vertice, con regolarità. Invece, dopo sette gare il bottino di Max Verstappen dice solo un podio, in Cina, tre quinti posti e altrettanti ritiri. L'ultimo brucia particolarmente, perché arrivato mentre si trovava in seconda posizione, nonostante monoposto da 9 decimi dal vertice in qualifica. Ricciardo, al contrario, da tre gare è abbonato alla terza piazza e nel mondiale si trova a 67 punti contro i 45 di Max, che bolla già la stagione in termini negativi. 

«E' molto frustrante quando ti trovi in seconda posizione. La partenza è stata fantastica, credo sia stata la migliore mai avuta da quando sono in Red Bull.

Alla fine, però, senti di essere rimasto a mani vuote ed è uno schifo. Avrei potuto chiudere secondo, o terzo. Non m'importa troppo dell'Azerbaijan, la stagione è già uno schifo, in ogni aspetto». Un Verstappen demoralizzato, un ritiro che arriva dopo la gara di Montecarlo e l'indigesta scelta strategica fatta a Monaco dal team. Baku non sarà una gara semplice, i quasi 2 chilometri di dritto metteranno a nudo più di quanto non abbia fatto Montreal il gap tra power unit e lo stesso Daniel Ricciardo ha anticipato come le novità in arrivo sul motore saranno di portata contenuta, piccoli aggiornamenti. 

Max, ai microfoni della tv olandese Ziggo Sport, aggiunge: «Sei secondo e sai che la macchina non vale quella posizione, però avrei potuto mantenerla. Considerando quant'è difficile superare, saremmo stati in grado di agguantare il risultato. Con Bottas non c'è stata nemmeno una lotta, perché stavo allungando». Prova a sollevare il morale di Max, Christian Horner: «Se avessimo scelto il giusto momento per il pit-stop non vedo alcun motivo per il quale non avrebbe dovuto mantenere la posizione. Sembrava abbastanza coperto da Valtteri.

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Ovviamente è deluso perché era in una splendida posizione. Perciò, anche se i risultati non sono andati nella sua direzione, la stagione è lunga e si riequilibrerà e il suo momento arriverà in futuro». 

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