«Siamo in una buona posizione e dobbiamo fare attenzione sull'apportare modifiche per il solo gusto di cambiare». Paul Hembery tira le somme  dopo sette gran premi di quella che è una nuova era sul fronte delle gomme, più larghe del 25%, più spettacolari nel look regalato alle monoposto e con altre prospettive strategiche offerte alle scuderie rispetto al passato, sebbene si sia ridotto il numero di pit-stop a ogni gara. Guarda al 2018 e individua i possibili rischi di una rivisitazione dell'offerta Pirelli: «Dovremo fare attenzione alle prestazioni delle monoposto e la strada che prenderanno.

Se apporteremo cambiamenti troppo radicali, optare forse per mescole più aggressive - quel che vorrebbero oggi le scuderie -, considerato quanto lavorano bene le macchine con le gomme, potrebbe essere delicato. Attualmente tutti i team hanno un consumo molto equilibrato, non c'è blistering e il graining non rappresenta un problema. 

Quello su cui stiamo lavorando davvero sono le gomme da bagnato, sulle quali abbiamo bisogno di migliorare la fase di riscaldamento e stiamo provando in continuazione con le rain». La filosofia progettuale 2017 ha portato a mescole dal ridotto degrado, la possibilità per i piloti di spingere al limite più a lungo, tendenzialmente con mescole più dure e rivelatesi un interessante punto di equilibrio, con l'eccezione della mescola Hard, troppo dura per essere davvero utile, anche su piste molto impegnative sulle gomme, come Barcellona, Silverstone e Suzuka. 

Pur con un minor numero di pit-stop, il campionato ha proposto interessanti opzioni tattiche, avvantaggiando in certi casi le scelte di undercut, in altre svelando la carta vincente (e nuova) dell'overcut, il cambio gomme ritardato, possibile grazie allla buona resa prestazionale delle gomme anche dopo tanti giri: «Non immaginavamo davvero alcuni strani scenari che abbiamo visto. Credo che la gran parte delle gare sarà su strategie con un solo pit-stop. Pensate ad alcuni risultati sorprendenti che abbiamo avuto nonostante ciò: Sauber non ha la macchina più veloce, ma con una strategia intelligente hanno ottenuto buoni punti.

Forse vedremo un approccio più aggressivo a Silverstone, probabilmente avremo una gara con due pit-stop. A Silverstone vedremo dove ci troviamo con lo sport. Si può sorpassare, ci sono curvoni importanti, i piloti dovranno essere molto allenati. Potrebbe essere una gara di riferimento quest'anno.

Abbiamo confuso molti tifosi con l'overcut e l'undercut: è la pista che detta quel che fai, se è possibile o meno il sorpasso. Ovviamente la longevità delle gomme aiuta a tenere più finestre aperte», ha commentato Paul Hembery al sito ufficiale della F1.

Il coordinatore delle attività motorsport Pirelli, nuovo ruolo ricoperto quest'anno, accanto alla presidenza esecutiva dell'area Latino America della casa della P lunga, commenta anche quelle che sono state le difficoltà Mercedes nella gestione delle mescole più morbide: «E' una sfida ingegneristica. In tutta franchezza ci hanno detto "Sappiamo cosa vogliamo fare, ma non ci riusciamo". Non credo però stiano avendo una stagione negativa, no? Hanno già vinto delle gare e, guardate Montreal: Lewis ha messo la macchina in pole con un tempo da sogno, se questo è essere in difficoltà allora tutti vorrebbero averne.

Il problema attuale Mercedes è legato ad alcuni tipi di circuiti. Sono andati bene a Barcellona e accadrà a Silverstone e Spa. E' sui tracciati dal grip più basso che hanno avuto un po' di problemi in più, ma sono certo li risolveranno durante la stagione.

Ci sono due scuderie in lotta e credevamo che Red Bull si unisse al gruppo, però inseguono dei bersagli mobili, visto che Ferrari e Mercedes non staranno fermi. Il campionato è vivo e credo che al momento nessuno possa prevedere chi sarà campione del mondo. E' fantastico».

Un pensiero lo rivolge anche ai benefici che possono aver avuto i piloti impegnati lo scorso anno con le monoposto 2015 modificate, nel testare tutte le soluzioni alle quali ha lavorato Pirelli prima di individuare le caratteristiche che sarebbero state offerte con la gamma 2017. In particolare, esclude che Sebastian Vettel - tra i più presenti nelle sessioni di test Pirelli - abbia avuto veri benefici: «Sì, Sebastian ha svolto tanti test, è stato un programma molto intenso e ci ha fornito molti feedback, dei quali lo ringraziamo. Era quel che volevamo, avere dei riscontri dai top drivers. Però, non sapendo quel che stava provando, può aver avuto un aiuto sotto il profilo psicologico, ma dubito che i test lo abbiamo aiutato concretamente»