Un 2018 all'insegna della stabilità o destinato a stravolgimenti più o meno clamorosi? Le prospettive sul mercato piloti appaiono molteplici, perché tanti i sedili potenzialmente disponibili. Su Autosprint in edicola ricostruiamo vari scenari, dalla calma piatta tutt'altro che da escludere, a una girandola di avvicendamenti che avrebbe del sorprendente se dovesse verificarsi. Uno dei posti più ambiti, ovviamente, è il sedile di Valtteri Bottas, intenzionato a tenerselo stretto alzando ulteriormente l'asticella delle prestazioni. «Non vedo ragione perché non possa battagliare con Hamilton in ogni occasione, so che è possibile. So che posso lottare per vincere e fare la pole. Sempre. Lewis è un grande motivatore e punto di riferimento, per fare del mio meglio», così Valtteri nell'intervista ad AS.

Ha dovuto prendere in fretta le misure di un team nel quale la vittoria è l'unico risultato che conta ma, diversamente dalle stagioni precedenti, tra le mani si è ritrovato un'arma un po' meno totale. Più capricciosa da far esprimere al meglio. Al futuro del pilota finlandese ha accennato Toto Wolff, dalla FIA Sport Conference di Ginevra: «Ovviamente si trova in una posizione scomoda ed è sotto pressione.

Quando decidemmo di avanzare un'offerta a Valtteri, era consapevole che ci saremmo presi del tempo sulle decisioni legate al futuro, perché il mercato piloti sarà più aperto nel 2018 e dopo. Perciò non ci affretteremo a prendere una decisione, ma continueremo a lavorare insieme a lui e vedremo come si svilupperanno le cose. In generale, l'idea del team è che abbia fatto un buon lavoro».

Dopo sette gare accusa 36 punti di ritardo da Hamilton, bilancio appesantito dal ritiro di Barcellona per problemi alla power unit, quando il podio - e i 15 punti a esso legati - potevano considerarsi in cascina. «E' stato chiamato in ritardo, corre contro uno dei migliori piloti di Formula 1 che si trova al quinto anno nel team e ha saputo fare una pole, vincere una gara a Sochi dominandola e ha vissuto le gare più difficili. Complessivamente le prestazioni in pista e il modo in cui si è integrato con il team sono stati molto positivi», ha aggiunto Wolff.

Dal mercato piloti a quello delle forniture di power unit, con i continui rumors legati a McLaren. Dovesse materializzarsi la rescissione dell'accordo con Honda, la fornitura Mercedes è data come la strada più agevole da percorrere. E con se porterebbe, probabilmente, anche la permanenza di Alonso a Woking. Wolff ha sempre commentato mantenendo il basso profilo e con parole politicamente corrette: «Fornire la McLaren non è la nostra priorità al momento. Anzitutto ci piacerebbe che Honda e McLaren sistemassero la loro collaborazione. Ci sono forti impulsi attualmente sul mercato, ai quali guardiamo dall'esterno. E' la posizione nella quale dobbiamo porci perché la cosa più importante è che Honda ottenga risultati, resti nello sport e abbia buoni rapporti con i suoi team clienti o ufficiali. La nostra priorità è di non interferire». In attesa degli eventi.

Poi, con una metafora, chiarisce: «Se vieni visto come la nuova sposa, anzitutto vuoi che  la coppia divorzi prima di entrare nel letto. La priorità principale è la permanenza Honda in Formula 1, che abbia una relazione che funzioni con i suoi clienti; per questo non vogliamo tuffarci in questo argomento nella fase attuale».