A Baku è sfumato un risultato importante per Felipe Massa. Causa rottura dell'ammortizzatore posteriore, rimasto bloccato, un guasto scoperto dal team sin dalle fasi precedenti la partenza e che ha costretto al ritiro Felipe poco dopo la ripartenza dalla safety car. Senza il cedimento, secondo Paddy Lowe, Massa avrebbe lottato per la vittoria e, visto il risultato finale di Stroll, non ci sono dubbi che almeno il podio sarebbe stato alla portata del brasiliano. Inutile ragionare sulla sospensione con la bandiera rossa, lo stesso direttore tecnico ha confermato come non sarebbe stato possibile intervenire per la sostituzione. 

E' mancata l'affidabilità, con l'ennesimo ritiro quest'anno, quando non è stata la cattiva sorte a sottrargli risultati migliori di quelli effettivamente maturati. Nel mondiale naviga in decima posizione, 20 punti che, fino al Canada, sono coincisi con il bottino Williams nel Costruttori. «Sono contento di come sto guidando, non per le gare sfortunate che ho avuto finora. Due forature, in Russia e a Barcellona! Poi il problema in Canada dove un'altra macchina mi ha buttato fuori al primo giri. E' un po' troppa sfortuna, direi.  

Quanto alla monoposto, la capisco molto bene e, da questo punto di vista, non ho nulla di cui lamentarmi. Devo solo regolare i conti con la fortuna!», ha commentato Massa, pronto a continuare in Formula 1 anche nel 2018, apertura arrivata nelle scorse settimane. 

Assicura di non aver ancora iniziato le trattative per prolungare il contratto con Williams, naturale opzione per continuare a correre: «Le cose stanno andando bene, mi sento molto competitivo e mi piace la macchina che sto guidando. Amo le nuove regole e, per il mio stile di guida, tutto funziona molto bene. A parte i "problemi di fortuna" non vedo il motivo per non continuare. 

Sono in un team che mi rispetta parecchio e mi ascolta, tutto ciò mi rende felice». Competitività al volante a parte, Massa tocca i punti chiave perché abbia senso continuare a correre: «Trovare una squadra che ritengo sia quella giusta per me, una che possa darmi una macchina competitiva e mi faccia star bene. Non voglio restare senza essere felicé né competitivo. Ma non ho fretta, mi godo la situazione gara per gara, arriverà il tempo per iniziare a discutere e non ci vorrà molto».

L'obiettivo personale che si pone è di chiudere al primo posto tra i piloti che non corrono in un top team. Settimo, davanti ai due Force India, oggi una prospettiva distante 24 punti, con Perez a quota 44: «Sarà dura, tuttavia se avessi concluso tutte le gare che non sono andate bene per me nella posizione in cui era prevedibile che terminassi, sarei assolutamente in lotta per quella posizione».

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Felipe che ha sempre difeso Lance Stroll dalle critiche, chiedendo tempo ed evidenziando il salto enorme compiuto dalla Formula 3 alla Formula 1. Dopo Baku, aggiunge, intervistato dal sito ufficiale della F1: «Ha solo 18 anni, devi modificare il tuo stile di guida e la mentalità nel passaggio da Formula 3 a Formula 1. E' piuttosto aggressivo in certi aspetti e il salto compiuto è enorme, più di quanto non lo sarebbe stato se fosse arrivato in Formula 1 l'anno scorso. Tante cose non lo hanno aiutato a velocizzare l'ambientamento, dipenderà da lui quanto in fretta saprà apprendere e, da quanto visto a Baku, impara in fretta. Su una pista dove tanti assi sono andati in difficoltà lui è apparso maturo e freddo».