In comune, un fondo liscio e poco abrasivo. Tutt'altro scenario, però, a Zeltweg, Gran Premio d'Austria, rispetto agli appuntamenti di Montreal e Baku, perché le variazioni altimetriche naturali rappresentano un simbolo del Red Bull Ring: tra punti di staccata in salita e picchiata verso il traguardo nel secondo e terzo settore. Da venerdì andrà in pista la gamma più morbida di mescole Pirelli, esattamente come nel 2016, quando piloti e scuderie dovettero fare i conti con un tracciato interamente riasfaltato e temperature elevate al venerdì, che portarono fenomeni di graining sulla ultrasoft.

Altre caratteristiche hanno le gomme 2017, altra costruzione e gestione dei picchi di temperatura, sarà improbabile che si verifichi uguale scenario. Da tenere d'occhio, invece, la variabilità meteo, con un fine settimana atteso con temperature ambientali elevate nei valori massimi e un consistente rischio pioggia. Circuito corto, poche curve e un impegno laterale medio nella scala Pirelli: 3 su 5, per la lunga piega a sinistra della Schlossgold, seguita dalla rapida variante Lauda che immette, poi, alle ultime due curve, difficili da interpretare e nelle quali portare tanta velocità all'interno: la Rindt e la Red Bull. Incidono molto di più le frenate impegnative e le ripartenze con richiesta di motricità sull'asse posteriore. 

Lo stress riversato sulle gomme è basso e la strategia in gara oscillerà tra il singolo pit-stop e le due fermate, scenario da leggere in corsa in funzione delle condizioni meteo. Le libere del venerdì forniranno indicazioni sul comportamento delle gomme e sull'evoluzione dell'asfalto a 12 mesi dal rinnovamento: in un campionato finora dominato dalle gare con un solo pit-stop, anche quella sul Red Bull Ring, se asciutto, potrebbe trasformarsi in corsa dalla singola fermata al box.

«Per questo tipo di circuito, la scelta più logica è quella di portare le tre mescole più morbide del range. In passato abbiamo visto che Spielberg può riservare alcune sorprese. Dopo prove libere e qualifiche riusciremo a valutare se la strategia migliore è a una o due soste, con i team che dovranno avere una certa flessibilità nella scelta della strategia. I carichi longitudinali – quindi trazione e frenata – sono determinanti in Austria, più di quelli in curva. Nonostante ciò, è probabile che il record sul giro venga abbassato, come abbiamo visto a Baku», anticipa Mario Isola.