Il test di Valencia ha fugato ogni dubbio sulla capacità di guidare ancora una Formula 1, posto che sulle doti velocistiche dubbi non ve n'erano. Primo passo verso un futuro che va costruito progressivamente, coltivando quello che non può evidentemente relegarsi solo a un sogno, piuttosto un obiettivo da raggiungere se dovessero maturare tutte le condizioni necessarie: tornare a correre nel mondiale. Dopo il test vero di Valencia e l'esibizione a Goodwood si prospetta un'altra uscita con Renault per Robert Kubica, stando ai rumors, naturale prosecuzione del cammino per prepararsi al meglio.

«Sicuramente il prossimo passo sarebbe quello di fare un altro test. Non posso saltare direttamente a correre in Formula 1, non lo farei. Se qualcuno mi chiamasse chiedendomi di correre il prossimo week end non lo farei.

Non perché non mi senta in grado di farlo, ma perché non posso affrettare le cose. Sarebbe ovviamente difficile dire no, ma dopo l'incidente ho lavorato molto sul benessere dal punto di vista mentale e questi mesi sono stati i più felici degli ultimi sei anni. Mi piacerebbe durasse il più possibile, saltare troppo presto a correre porterebbe con sé un alto rischio che le cose possano andar male», racconta Kubica ad Auto-Express. 

Valencia ha rappresentato lo spartiacque tra l'incognita, naturale, sulla compatibilità delle sue condizioni fisiche con la guida di una monoposto, e la consapevolezza di essere ancora in grado di affrontare la sfida: «Se mi avessi chiesto quanto credessi fosse realmente possibile un ritorno in Formula 1, mi sarei dato un 10 o 20% di possibilità. Il tempo scorre, non solo quello delle classifiche ma anche l'età, divento più vecchio. La Formula 1 va così veloce che alcune persone dimenticano, non tutti ma alcuni. Poiché sono molto realista e mantengo i piedi per terra, oggi mi darei l'80 o 90% di possibilità di tornare»

Sei anni trascorsi ad aspettare il giorno in cui avrebbe ripreso a scrivere una storia interrotta a febbraio del 2011, il test di Valencia può considerarsi un nuovo incipit preparato a lungo, perfezionando la condizione fisica al punto da presentarsi più in forma di quanto non lo fosse nel 2010 e 2011. «Non ho mai detto che non sarei più tornato, perché sapevo ci sarebbe stata una possibilità. Ho sempre detto che sarebbe stato molto difficile, ma Valencia ha dimostrato che, in realtà, non era tanto difficile quanto pensassi», prosegue Robert, sottolineando come il presupposto fondamentale perché di rientro in Formula 1 si possa parlare - disponibilità di un sedile a parte, che non dovrebbe essere difficile da conquistare - sia: «essere al 100% sicuro di essere in grado di svolgere il compito.

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Può sembrare strano, ma non sono un debuttante diciottenne che vuole la Formula 1 a ogni costo. Voglio esserci solo se sarò sicuro al 100% di essere in grado di fare il mio lavoro, è questo l'obiettivo che vorrei raggiungere.

Ci sono ancora pochi passi da completare e vedrò come reagirò, ma quando ti liberi dell'80% dei dubbi che avevi in un sol giorno, questo ti dà una sensazione fantastica ed è quanto accaduto a Valencia».

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