Sarà stato sereno Lewis Hamilton, forte della calma dell’innocenza, o avrà temuto una penalità potenzialmente catastrofica? Dal sorriso sfoggiato in conferenza stampa non è emerso nessun tumulto interiore, solo la soddisfazione di aver raggiunto Jim Clark a quota cinque pole nel GP di Gran Bretagna. Portandosi ormai a un passo dal detronizzare Schumacher come miglior poleman nella storia della Formula 1. 

Frutto di un ennesimo giro stratosferico: nel secondo tentativo in Q3 The Hammer ha fermato il crono a 1:26.600, dando oltre mezzo secondo alla Ferrari di Raikkonen e 756 millesimi a Vettel.

Tuttavia la festa avrebbe potuto trasformarsi in una veglia funebre a causa di Romain Grosjean. Il francese della Haas si è energicamente lamentato via radio di essere stato ostacolato da Hamilton e la direzione gara ha dovuto investigare sulla faccenda. Alle 15.46 locali il verdetto è stato sciolto: il fatto non sussiste. Gli steward, dopo aver esaminato i video, hanno concluso che Grosjean potrebbe essere stato rallentato ma tuttavia non bloccato da Hamilton alla curva 16. Con buona pace del francese che subito dopo le qualifiche aveva detto senza mezzi termini: “Sono furioso perché ho perduto 3 o 4 decimi, senza questo problema avrei potuto fare il 9° tempo. Mi aspetto una penalità, non è il giusto comportamento da tenere in qualifica, ci sono solo 10 auto in pista, c’è spazio per tutti”.

Ma per Lewis tutto bene quel che finisce bene. Ora The Hammer ha una carta d’oro da giocarsi, per recuperare il terreno perso in Austria:“E’ la miglior posizione da cui partire -  ha ovviamente convenuto Lewis -, inoltre nei long run siamo andati bene. Ma devo tenere a bada quelli che mi stanno dietro”. Dietro ci sono le Ferrari di Kimi Raikkonen e del leader del mondiale Sebastian Vettel, anche lui come Grosjean piuttosto incavolato per il traffico in pista e pronto a mettere sotto pressione Ham.

Riguardo al suo capolavoro Hamilton ha poco da spiegare: “Ho tenuto il meglio per l’ultimo tentativo e ce l’ho fatta. Dovevo riscattare l’ultima gara. Gli ingegneri hanno trovato l’assetto ideale, il migliore per me. All’inizio sono state qualifiche complicate (per via della pioggia, Ndr) ma sono quelle con cui sono cresciuto e quando la pista si è asciugata sono riuscito a sfruttare al meglio le gomme”.