Quella fumata al termine del (secondo) giro di formazione è stato un infausto presagio. Anticipazione della giornata più nera della stagione per Sebastian Vettel. La Ferrari sapeva che battere Hamilton in patria sarebbe stata un’impresa, ma i risultati ottenuti in qualifica giustificavano le speranze di vedere perlomeno entrambe le Ferrari a podio. Tanto più con Bottas confinato nella nona piazzola della griglia. 

Ma nell’arco di 51 giri vari incubi hanno tormentato la gara di Vettel. Il primo ha il volto e il nome di Max Verstappen. Come prevedibile l’irruento pilota Red Bull non ha perso occasione per gettare scompiglio, incuneandosi tra le due SF70H e strappando subito a Vettel il 3° posto. Seb ha provato e riprovato a riprendersi la posizione ma non c’è stato nulla da fare: Verstappen gli ha chiuso più volte la porta in faccia, col ferrarista sempre più furioso e consapevole che quelli davanti stavano prendendo il largo. Un duello culminato al giro 18, quando Seb ha tentato nuovamente l’assalto alla Stowe e Max che ancora ce la mette tutta per tenerselo dietro. “Si è mosso ancora in frenata” ha gracchiato Vettel al suo muretto. E allora alla Ferrari hanno deciso di cambiare strategia azzeccando l’undercut: il tedesco viene richiamato ai box per montare le gomme soft e grazie a un giro martellante riesce a prendersi la posizione quando Verstappen viene a sua volta chiamato ai box. “Non sta a me giudicare” ha detto a fine gara un cinereo Vettel riferendosi al comportamento in pista della sua nemesi. Che dal canto suo ha definito la lotta col tedesco "dura ma corretta". 

Tuttavia il guaio vero doveva ancora palesarsi. La Dea Sfortuna ha bussato alla saracinesca del box Ferrari al penultimo giro, proprio quando ormai tutti sembravano essersi adattati all’idea di un 4° posto deludente ma contenitivo in ottica mondiale. Vettel era stato passato da Bottas, oggi da applausi, al giro 44 sull’Hanger Straight, con Seb che comunicava al team di avere problemi con la gomma anteriore sinistra. Per difendersi dal finlandese durante il giro 43, Seb ha spiattellato la gomma in frenata. Diagnosi purtroppo esatta: al penultimo giro il pneumatico ha ceduto e Seb è stato costretto al rientro, mentre Raikkonen, Verstappen, Ricciardo e Hulkenberg transitavano in una dolorosa sfilata. 

Ha chiuso al 7° posto, perdendo punti fondamentali in classifica generale. Comprensibile che dopo la gara avesse ben poco da dire: “Non credo che quello che è successo alla mia gomma anteriore sinistra sia dovuto a dei detriti trovati in pista. Non so sinceramente che problema abbia avuto. E' stata una gara difficile. I freni hanno preso fuoco in griglia e per questo ho avuto una pessima partenza. Le gomme inoltre si sono scaldate eccessivamente e per questo motivo sono slittate troppo quando ho staccato la frizione". Il prossimo appuntamento con la Formula 1 sarà il 30 luglio all'Hungaroring, tracciato plausibilmente favorevole alle caratteristiche delle SF70H. E dove Vettel dovrà riscattarsi vincendo per non dover cedere la leadership.